Home News Yari Carrisi contro Barbara D’Urso, una triste vicenda: ecco com’è finita

Yari Carrisi contro Barbara D’Urso, una triste vicenda: ecco com’è finita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:03

Nell’aprile del 2020, Yari Carrisi si pronunciò con frasi molto forti nei confronti di Barbara D’Urso. Come si è conclusa quella vicenda?

Yari Carrisi e Barbara D'Urso
Fonte foto: Instagram / Instagram

Era l’aprile del 2020 quando inspiegabilmente Yari Carrisi, il noto figli di Al Bano e Romina Power, pubblicò una frase violenta nei confronti della conduttrice Barbara D’Urso, una dei personaggi televisivi più importanti del panorama Mediaset. In una stories su Instagram, il cantante scrisse: “La D’Urso deve morire”. Parole inaudite che generarono un putiferio sui social e non solo.

La polemica che ne scaturì lo costrinse a rimuovere la stories e a pubblicare un nuovo post, in qualche modo, per porre rimedio ormai all’irrimediabile. La situazione degenerò a tal punto che la conduttrice partenopea decise di denunciare il tutto alla magistratura. Come si è conclusa quella vicenda? Ha spostato l’attenzione mediatica anche su un’altra questione: quella dei reati online e degli insulti dietro ad uno schermo e attraverso i social network.

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Yari Carrisi e la polemica con Barbara D’Urso dopo la sua frase: come finì?

Fece molto scalpore la diatriba che vide coinvolti Yari Carrisi e Barbara D’Urso nell’aprile dello scorso anno. Dopo la frase shock scritta dal cantante pugliese, la regina dei talk di Mediaset altro non poté fare se non denunciare alla magistratura. In molti si schierarono al fianco della D’Urso e per solidarietà nacquero degli hashtag come #iostoconbarbara e #ancheiosonoladurso.

Una polemica che spostò anche l’attenzione sul discorso delle offese via social. Molto spesso i reati online rischiano di restare impuniti, nonostante vi siano le leggi a tutela. Come si concluse questa vicenda?

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La questione finì con l’emissione del decreto penale di condanna a carico del figlio di Al Bano Carrisi e Romina Power per aver leso la reputazione e l’onore della conduttrice di Mediaset, una conseguenza legale che si rivelò inevitabile.