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“La festa prima delle feste”: la recensione

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la festa prima delle feste

Party d’ufficio

Non c’è posto più serioso e antidivertimento come il proprio ufficio di lavoro, luogo anticamera della depressione e dell’enorme fatica, dove ci si condividono solo ed esclusivamente esperienze professionali.

E se invece diventasse all’improvviso un enorme spazio, dove si partecipa ad un’alternativa festa natalizia? Con tanto di alcool, droghe e donne a tutto va?

Grazie a La festa prima delle feste sarà possibile assistere a tale capovolgimento di prospettiva; una commedia americana ambientata in un enorme ufficio, luogo in cui viene deciso di partecipare ad un party in compagnia dei propri colleghi di lavoro. Praticamente una situazione al di là dell’impensabile.

Un’idea del genere poteva essere venuta giusto alle stesse menti che hanno creato Una notte da leoni, Jon Lucas e Scott Moore, assieme al Dan Mazer di Bridget Jones’s Baby, mentre come protagonista troviamo quel Jason Bateman beniamino della risata a stelle e strisce con film tipo Come ammazzare il capo…e vivere felici e sequel, dove era affiancato dalla presenza prorompente di Jennifer Aniston, anch’ella presente nel cast di La festa prima delle feste. Registi del film il duo composto da Josh Stolberg e Will Speck, già autori di una commedia sportiva come Baldes of glory con Will Ferrell e Jon Heder, nonché autori di un titolo come Due cuori e una provetta, dove i protagonisti erano proprio Bateman e la Aniston.

La salvezza in una baldoria

Appena divorziato dalla odiata moglie, l’uomo in carriera Josh (Bateman) lavora per un’azienda informatica guidata dallo strambo Clay (T.J. Miller), un giovane che ha ereditato la società dal defunto padre e che finora ha saputo portare con un adeguato successo.

Questo finché la sorellastra Carol (Aniston), una donna decisa quanto malvagia, non gli dà la notizia che, essendo lei stessa alla dirigenza dell’intera società, sarà costretta a chiudere la filiale di New York se non ci sarà un certo incremento.

La cosa scuoterà non poco gli animi di Clay, Josh e del resto dei dipendenti, che, in vista alle feste natalizie, decidono di risolvere la cosa invitando un nuovo potenziale finanziatore al party che si terrà in ufficio prima delle vacanze; ne vedremo delle belle.

Risate da premesse poco intelligenti

Ormai la commedia americana, quando si tratta di voler far ridere in modo sfrontato e provocatorio, la butta sempre ed esclusivamente sul divertimento di massa, fatto di grandi bevute e caos a tutto va, non disdegnando volgarità in eccesso quando servono; La festa prima delle feste si muove su questi passi, con i suoi soliti protagonisti scalcagnati e una serie di personaggi secondari simpatici per l’occasione (c’è il capo reparto sfigato che porta una prostituta spacciandola per la propria ragazza, la bella collega di una vita -di cui ci si innamora Josh/Bateman– interpretata da Olivia Munn, una guardia di sicurezza grossa, grassa e nera, ecc. ecc.).

Praticamente qua ci si trova in mezzo ad un continuo mostrare battute e battutacce, con contorno di alcool, droghe e momenti al di là del pensabile (vi sono anche peni esposti), più qualche divertente riferimento a Il trono di spade che fa molto “trend attuale”.

Inutile negare che questi prodotti vivono di un’anarchia narrativa che porta alle solite cose viste in prodotti come il succitato Una notte da leoni (vero e proprio colpevole apripista di questo modo di intendere la risata graffiante), inclusa la morale finale che chiude il cerchio strutturale.

Comunque sia La festa prima delle feste due risate le strappa, non in modo intelligente ma questa è un’evidente premessa d’altronde. Prendere o lasciare.

Mirko Lomuscio