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“Al posto tuo”: la recensione

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AL POSTO TUO POSTER

InCroci di personalità

Lo scambio di personalità quante idee ha dato al cinema in generale e quante volte la commedia ci si è avventurata in riguardo, sfornando pellicole da esiti non proprio memorabili ma che col tempo si sono ritagliati anche un culto (Tale padre, tale figlio con Dudley Moore, il recente Cambio vita con Jason Bateman e Ryan Reynolds)?
Ora in Italia si torna su tale argomento con una pellicola dal sapor leggero interpretata da un trio di attori noti; Al posto tuo infatti vede come protagonisti il bel Luca Argentero, il paffuto Stefano Fresi e la sempre attiva Ambra Angiolini, alle prese con una trama che prevede un cambio di ruoli tra due personaggi agli antipodi e che dovrebbe portare grandi sviluppi professionali; praticamente un semplice pretesto che accompagna lo spettatore verso ironici equivoci.
Alla regia troviamo quel Max Croci che già con la sua opera d’esordio, Poli opposti, parlò di diversità caratteriale tra persone tramite però la situazione sentimentale di un uomo (interpretato di nuovo da Argentero) e una donna; in Al posto tuo come contorno attoriale troviamo invece altri interpreti come Serena Rossi, Grazia Schiavo e Fioretta Mari.

Io sarò te

Cosa hanno in comune l’architetto Luca Molteni (Argentero) e il geometra Rocco Fontana (Fresi)?
Nulla; il primo è un incallito donnaiolo, vegano all’occorrenza e sempre attento alla linea, l’altro invece è un corpulento padre di famiglia, sposato con la bella e puntigliosa Claudia (Angiolini).
Entrambi lavorano per una diversa società di sanitari ed ognuna delle quali è pronta per una fusione, e per consentire tale progetto i due lavoratori dovranno cascare a patti con una proposta a dir poco indecente; entrambi dovranno scambiarsi di vita, in modo da poter accettare lo stile di vita dell’altro.
Quindi Luca dovrà vivere in casa di Rocco e viceversa; praticamente un sistema di agire che può provocare solo una serie di inevitabili equivoci. Ma anche trovare soluzioni alle difficoltà attraversate da entrambi.

Quella simpatia che infiersice

Ormai certe pellicole leggere del nostro panorama vengono pensate esclusivamente sulla presenza degli attori che vi partecipano, cosa che non è così deleteria, se si sa come agire; Croci, con Al posto tuo, dimostra invece tutto l’opposto, tirando su un film che, già dallo spunto a dir poco assurdo (un forzato scambio di vita tra due persone agli antipodi, di cui uno sposato), dimostra la poca voglia di voler essere ben costruito e articolato.
Va bene affidarsi alla simpatica presenza di un Fresi efficace o all’altrettanto brillante performance di un Argentero in versione belloccio, però Al posto tuo è pieno di elementi buttati al vento e di personaggi sbagliati che mette a dura prova anche la pazienza dello spettatore più esigente in materia; qua si parte da un caso di miscasting come la presenza di un’improbabile Angiolini in versione madre/moglie apprensiva (ruolo che non gli cozza in questa versione brillante), alla gratuita partecipazione della Rossi, che fa meramente da contorno per un prevedibile sottotesto sentimentale appiccicato malamente.
Inoltre, la forzata simpatia presente nell’intera faccenda raccontata in Al posto tuo da un certo colpo di grazia al tutto, la quale, dopo averci mostrato stancamente una vicina di casa bella ma sfortunata con gli uomini interpretata dalla Schiavo ed una suocera oppressiva ricoperta dalla Mari, arriva addirittura ad affidarsi alle insopportabili faccette pestifere della figlia più piccola di Rocco, che dichiara guerra a Luca, il nuovo arrivato in casa.
Insomma, quando è troppo è troppo e questo film infierisce alla grande in riguardo.

Mirko Lomuscio