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Il collegio 5, Giancarlo Magalli ESCLUSIVA: “Io mai in un reality”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:29
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Il conduttore e voce narrante de Il collegio 5 Giancarlo Magalli, ha rilasciato a noi di Youmovies un’imperdibile intervista. Eccola per voi.

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Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli, conduttore di grande successo, ha voluto farci un regalo molto gradito rilasciando alcune dichiarazioni in merito a Il collegio 5, in onda questa sera su Rai 2. Magalli nella trasmissione prende il ruolo di voce narrante, che accompagna sapientemente i telespettatori all’interno di questo reality show.

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Il collegio 5, l’intervista a Giancarlo Magalli

Prima di tutto volevo chiederle, che cosa ne pensa di questo reality show / esperimento sociale de Il collegio?

A me interessa e diverte al di là del mio coinvolgimento professionale. L’ho trovato un esperimento interessante fin dall’inizio. Certo le prime puntate che erano ambientate negli anni ’60 parlavano di un mondo che era molto lontano dai ragazzi di oggi, e dunque si son trovati davanti a realtà davvero inconcepibili. Penso ad esempio a quando hanno dovuto telefonare ai propri genitori e si sono ritrovati davanti il vecchio telefono col disco che non sapevo usare. Adesso pian piano siamo agli anni ’90 ed è dunque molto più semplice per loro adattarsi. Si stanno avvicinando ad una parte di tecnologia che riconoscono maggiormente, come la televisione. La cosa però che mi interessa di più è proprio l’incontro con l’istituzione scolastica che è molto diversa rispetto al passato e con cui si scontrano duramente. Questo sicuramente è un dato che mi colpisce.

Quali sono i punti di forza di tale programma secondo lei?

I punti di forza sono parecchi, il pubblico di più giovani ad esempio segue il programma perché incuriositi a vedere i loro coetanei alle prese con una prova così assurda come tornare indietro nel tempo. Ad esempio oggi non si studiano più le poesie a memoria ed molto è cambiata l’istruzione attuale. Penso sia interessante anche per i genitori questo reality poiché hanno la possibilità di scoprire realtà simili a quelle dei propri figli. Questo programma inoltre piace anche ai nonni, perché ad esempio è stato interessante per loro vedere giovani dell’età dei loro nipoti in difficoltà con metodi di istruzione e discipline che loro svolgevano tranquillamente. Sostanzialmente si tratta di un programma intergenerazionale che guardano a casa insieme sul divano nipoti, genitori e nonni.

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Secondo lei c’è il rischio che  i ragazzi che si approcciano a questo programma adesso, rispetto a quelli delle prime edizioni, abbiano il tempo di crearsi dei  “personaggi” ed essere meno autentici?

Quello sicuramente, ma penso che per tutti i reality sia così. Io ad esempio mi ricordo il primo Grande Fratello, che fu un vero esperimento antropologico molto interessante, che riuscì a far guardare dentro la natura e le anime dei personaggi che vi parteciparono. Adesso si capisce che i ragazzi che partecipano a Il collegio sono tutti giovani che hanno una qualche voglia di emergere nel mondo della televisione e dello spettacolo. Penso ad esempio che abbiano capito che per far parlare di loro devono comportarsi male.

Lei parteciperebbe mai ad un reality?

No, me ne hanno offerti ma non parteciperei.

Quindi non si vede ad esempio all’interno della casa del Grande Fratello vip?

Assolutamente no. Mi hanno offerto molti soldi per parlare anche solo un quarto d’ora con Adriana Volpe nell’edizione in cui ha partecipato, ma io ho rifiutato. Poi bisogna anche ammettere che quelli che attualmente partecipano all’interno di questi reality non sono nemmeno tutti veri vip, e non si sa chi siano.