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La leggenda del pianista sull’oceano: la poesia di Tornatore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20
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La leggenda del pianista sull’oceano è forse uno dei film italiani più belli degli ultimi trent’anni, diretto dal maestro Giuseppe Tornatore.

La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del pianista sull’oceano

Il film uscì nel 1998, con un cast a dir poco stellare, e fu l’adattamento di un monologo teatrale di Alessandro Baricco dal titolo Novecento.

La leggenda del pianista sull’oceano fu molto apprezzato anche all’estero, cosa che valse la vittoria ai Golden Globe della colonna sonora – scritta da Ennio Morricone; vinse inoltre diversi David di Donatello e Nastri d’Argento nelle edizioni del 1999.

Il film sarà riproposto questa sera in prima serata su Cine34 – canale 34 – alle ore 21.00

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La leggenda del pianista sull’oceano: la poesia di Tornatore

La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del pianista sull’oceano

La leggenda del pianista sull’oceano alterna con estrema eleganza la storia di Max Tooney e i suoi racconti in prima persona, esposti nel film attraverso dei lunghi flashback, in cui racconta il suo incontro con un incredibile pianista a bordo di un transatlantico.

La storia raccontata da Max inizia il 1º gennaio 1900, quando Danny Boodman, un macchinista del transatlantico Virginian, trova un neonato abbandonato nella prima classe della nave. Danny battezza il bambino con il proprio nome, Danny Boodman, aggiungendovi l’insegna presente sulla cassetta in cui lo ha trovato (T.D. Lemon) e il secolo dell’anno in cui ha trovato il bambino (Novecento): alla fine il bambino sarà cresciuto soltanto con quest’ultimo appellativo.

Danny decide di allevarlo in segreto, complice l’equipaggio che prende da subito in simpatia il bambino. In seguito alla morte del padre adottivo, il bambino riesce a sottrarsi ai poliziotti che dietro ordine del capitano del transatlantico, dovevano prelevarlo e consegnarlo ad un orfanotrofio. Scompare per giorni ma alla fine si fa ritrovare una notte in prima classe mentre suona il pianoforte con notevole bravura. Col passare degli anni diventa il pianista della nave in terza classe.

Molti anni dopo, senza essere nel frattempo mai sceso dal transatlantico, conosce Max, con il quale suonerà per molti anni e stringerà una solida amicizia. Da lì il racconto si fa ancora più fitto, pieno di incredibili dettagli e aneddoti e un finale assolutamente spaccacuore.

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