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John Paul Getty III, chi lo ha rapito e perchè?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:13
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John Paul Getty III è stato un noto imprenditore statunitense, che passò parte della sua vita in Italia e visse il dramma del rapimento all’età di 16 anni.

John Paul Getty III
John Paul Getty III (Fonte: Getty Images)

John Paul Getty III è stato un imprenditore statunitense e membro della importante famiglia Getty, che nel 1973 fu protagonista di una terribile vicenda.

John Paul infatti nacque in una famiglia molto benestante il cui nonno, Jean Paul Getty, è stato fondatore della compagnia petrolifera Getty Oil.

Proprio a causa di questa sua appartenenza ad una famiglia così importante, divenne presto preda perfetta per una banda di criminali che il 10 luglio del 1973 decisero di rapirlo.

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L’allora sedicenne fu sequestrato dalla ‘ndrangheta, l’organizzazione mafiosa calabrese che era legata alle cosche dei Piromalli, Mammoliti e Femia, mentre si trovava in Piazza Farnese a Roma.

Il ragazzo infatti era nato e cresciuto a Roma, dove aveva anche studiato e da sempre intrapreso una vita abbastanza sregolata, venendo espulso da alcune scuole e vivendo di eccessi.

Il rapimento di John Paul fu presto una vicenda che ebbe una valenza mediatica molto forte, specialmente per le richieste fatte dai criminali che pretesero inizialmente un riscatto di 17 milioni di dollari per rilasciare il ragazzo.

John Paul Getty III, il sequestro

John Paul Getty III
John P. Getty III (Fonte: Getty Images)

Quando fu sequestrato John Paul Getty III, fu portato bendato in una grotta, dove venne imprigionato.

La richiesta del suo riscatto fu davvero molto elevata, tanto che inizialmente il nonno Jean Paul Getty si rifiutò di pagarlo, sostenendo di avere molti altri nipoti e che se fosse sceso a patti con i rapitori li avrebbe avuto presto tutti e 14 sequestrati.

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La vicenda si concluse solo dopo tre mesi quando furono recapitati al giornale Il Messaggero una ciocca di capelli e l’orecchio destro di John Paul.

In seguito a questo episodio infatti la famiglia decise di pagare il riscatto, venendo a patti con i rapitori e riducendo la somma a 3 milioni di dollari, in parte pagate dal nonno e in dal padre del ragazzo.