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Leonarda Cianciulli, saponificatrice di Correggio: pluriomicida per amore?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:02

Una storia sconvolgente quella di Leonarda Cianciulli nota con il soprannome “saponificatrice di Correggio”, diventata spietata killer per amore.

Leonarda Cianciulli
Leonarda Cianciulli (Youtube Rai)

Un racconto da brividi quello riguardante la storia di Leonarda Cianciulli, nota pluriomicida conosciuta con il soprannome saponificatrice di Correggio.

Delitti studiati con cura e realizzati con una precisione che ha dell’incredibile e che l’hanno portata a rientrare per sempre nelle pagine di storia criminale del nostro paese.

Una donna che nella sua vita ha sofferto moltissimo, e che ha deciso di commettere questi gesti indicibili per un motivo per lei molto importante, quello dell’amore nei riguardi dei propri figli.

Scopriamo di più dunque riguardo questa storia e le motivazioni che hanno spinto la donna a commettere tre atroci omicidi.

Leonarda Cianciulli, tutto per amore

Secondo quanto riportato da Focus, la storia di Leonarda Cianciulli ha davvero dell’incredibile, ed è legata ad una serie di omicidi per cui ha ricevuto una condanna negli anni ’40.

Sono in effetti molte le pagine scure e criminali che fanno parte della storia italiana, di omicidi rimasti nella memoria di molti come ad esempio il delitto di Garlasco o altri ancora.

La Cianciulli era originaria dell’Irpinia, ma nel 1930 all’età di 37 anni insieme al marito e i suoi quattro figli si trasferì a Correggio, in provincia di Reggio Emilia.

Fu proprio lì dunque che cominciò una nuova vita in cui lavorò commerciando degli abiti usati e dedicandosi anche all’attività di maga, togliendo il malocchio e predicendo anche il futuro dei vari clienti.

Una donna che appariva forte e definita anche come una vera e propria leader, nel cui passato però si nasconde un animo profondamente fragile soprattutto dovuto ai vari dolori che ha dovuto subire nella corso della sua esistenza.

La donna infatti era sì riuscita a mettere il mondo quattro figli, ma questi erano arrivati dopo circa 17 gravidanze finite con aborti o figli nati e morti in culla.

Una vera tragedia nella vita della donna, che sviluppò proprio a causa di questo terribile dolore un vero e proprio attaccamento morboso nei confronti dei propri figli, che voleva proteggere a tutti i costi.

A quanto pare il delirio vero e proprio nella mente della donna avvenne quando due dei suoi figli più grandi furono definiti come idonei alla leva.

La paura di perderli le fece scattare un click dentro il suo cervello, e tra il 1939 e il 1940 e iniziò a maturare realmente un piano criminale, attirando a se tre donne anziane con promesse di un futuro allettante e felice.

Tutte e tre le donne finirono immediatamente nella rete della Cianciulli e furono uccise una dopo l’altra.

La prima vittima fu Faustina Setti, ammazzata con un colpo di scure e il cui corpo venne fatto a pezzi e utilizzato per fare addirittura dei dolcetti da offrire ad ospiti e ai suoi stessi figli.

La seconda puoi invece Francesca Soavi che ricevette la stessa medesima sentenza di morte.

La terza e ultima invece fu Virginia Cacioppo. Di quest’ultima però non si limitò a produrre soltanto dei dolci, ma anche delle saponette, che di fatto le fece ottenere poi il famoso soprannome “saponificatrice di Correggio”.

Tutte le vittime erano state convinte dalla Cianciulli a scrivere delle lettere ai propri parenti in cui annunciavano una loro partenza senza però ritorno.

Dopo l’ultima morte si avviarono però le indagini, poiché una parente della vittima non aveva creduto a quelle parole di addio e aveva voluto far chiarezza su questa sparizione.

Fu dunque messo in moto l’iter delle indagini e subito si arrivò alla Cianciulli. Quest’ultima ammise i suoi delitti e fu poi sottoposta ad una perizia psichiatrica che la dichiarò seminferma di mente.

La donna prima di scontare la sua pena di 30 anni di reclusione ottenne una sentenza di un ricovero di tre anni in una casa di cura.

La Cianciulli dunque entrò in manicomio e a quanto pare poi non ne uscì mai più e morì a 78 anni nel 1970.

Ma qual era il motivo che aveva spinto a questi crimini efferati? La donna, come scritto su Focus, aveva dichiarato di averlo fatto semplicemente per amore dei suoi figli.

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Dopo tutte le gravi perdite che aveva accumulato negli anni con una serie di gravidanze finite male, la donna credette di essere vittima di un maleficio.

Inoltre dichiarò che le apparve in sogno una Madonna nera che le aveva chiesto delle vittime in cambio della salute dei propri figli.

Fu proprio per quel motivo che la Cianciulli decise quindi di uccidere, convinta che un sacrificio umano avrebbe potuto portare beneficio ai suoi amati figli.