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Renato Pozzetto, il dolore per quell’amore perduto: il lutto l’ha stravolto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:02

Tra gli attori e comici più amati nel nostro Paese da citare è Renato Pozzetto. Un lutto ha devastato la sua vita, perdendo una delle persone più importanti in assoluto.

Renato Pozzetto
Renato Pozzetto (Youtube)

Tra i nomi del mondo dello spettacolo più importanti nel nostro paese, non si può non citare il comico e attore Renato Pozzetto. Una carriera davvero incredibile la sua, che l’ha visto impegnarsi  sia in tv che nel mondo del cinema da regista e come attore. Tra i film in cui ha recitato da ricordare Il ragazzo di campagna, 7 chili in 7 giorni, Le comiche, Infelici e contenti. Nel suo passato però indimenticabile la traccia di un lutto che l’ha completamente devastato e gli ha cambiato la vita, perdendo una delle persone a cui ha tenuto di più in assoluto. Scopriamo vari dettagli e curiosità di questo incredibile artista.

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Renato Pozzetto, origini e inizio carriera

Renato Pozzetto è nato nel luglio del 1940 ed è figlio di due milanesi. La sua infanzia infatti la trascorre a Gemonio in Lombardia, luogo in cui la sua famiglia si era ritrovata a vivere dopo essere stata sfollata in seguito a vari bombardamenti avvenuti a Milano nel 1942. È stato nel ’46 invece che ha fatto ritorno a Milano e ha avviato gli studi in un istituto tecnico per geometri dove incontrò quello che poi sarebbe diventato il suo partner sul lavoro e cioè Aurelio Ponzoni, meglio conosciuto come Cochi.  È con lui infatti che inizia a svolgere le prime esperienze come comico in vari locali nel milanese e nel 1964 formano il duo Cochi e Renato.

Grandi successi riscuote questa coppia, specialmente per portare avanti uno stile originale ma molto semplice. La loro fortuna li porta anche in RAI, lavorando in varie trasmissioni come Canzonissima, Quelli della domenica, Il poeta e il contadino. Dalla metà degli anni ’70 invece Pozzetto decide di proseguire la propria carriera in solitaria, ed esordisce al cinema nel 1974 con Per amare Ofelia. Da lì una carriera completamente in ascesa, dove ha preso parte a numerosissime opere importanti.

Renato Pozzetto, un unico grande amore

Un unico grande amore quello che ha avuto la fortuna di poter vivere Renato Pozzetto. Lo ha raccontato durante un’intervista al Corriere della Sera, spiegando la sua storia d’amore con Brunella Gruber. Quando si sono conosciuti e innamorati pare fossero davvero giovanissimi, ed avevano addirittura soltanto 16 anni. I due si sono poi sposati nel 1967 e insieme hanno anche costruito una bellissima famiglia, mettendo al mondo i figli Giacomo e Francesca. Un amore davvero intenso, forte, che ha superato anche diversi ostacoli, come quello della carriera dell’uomo che spesso lo portava a lavorare lontano da casa.

Come ha spiegato Pozzetto la moglie ha sempre deciso di rimanere a Milano, nonostante spesso lui lavorasse a Roma. Per tale motivo addirittura aveva deciso di organizzarsi prendendo una casa vicino ai Fori Imperiali, mentre la donna rimaneva nel milanese, per stare più vicino alla propria madre. Un amore soprattutto duraturo nel tempo, che è rimasto intatto e inalterato per moltissimi anni, fino a quando purtroppo Pozzetto è rimasto vedovo nel dicembre 2009.

La perdita della moglie, un dolore profondo

Probabilmente le cause della morte della moglie di Pozzetto, come specificato durante un’intervista a Barbara D’Urso, furono un infarto o probabilmente un ictus. Un dolore davvero devastante, poiché gli ha fatto perdere la compagna di vita. Per poter andare avanti ha continuato a lavorare, decidendo di stare però sempre vicino ai suoi nipoti in maniera tale da poter lenire i suoi dolori. Nonostante siano trascorsi numerosi anni dalla morte della moglie, il ricordo rimane però intatto, così come il dolore.

Pozzetto ha spiegato ai microfoni di Barbara D’Urso che gli dispiace molto il fatto di non riuscire a sognare la propria moglie, poiché gli piacerebbe molto rivederla almeno in sogno. Per lui è stata comunque una moglie spiritosa, simpatica ma soprattutto paziente e dolce.

Sul set a 80 anni, una storia simile alla sua

Recentemente Pozzetto l’abbiamo visto ritornare sul set cinematografico all’età di 80 anni per girare il film di Pupi Avati dal titolo Lei mi parla ancora, storia che ha delle similitudini evidenti con la vita vera dell’uomo. Nella trama infatti protagonista è un anziano signore, interpretato da Pozzetto, che soffre per la perdita della propria compagna di vita, che lascia in lui un’incredibile vuoto. Oltretutto tale film è tratto da una storia di un libro scritto da Giuseppe Sgarbi, che è il padre del famoso critico d’arte Vittorio. Una storia che sicuramente emozionante che ricorda tanto quella vissuta con Brunella Gruber, che ha visto un portare avanti una recitazione intensa e drammatica da parte dell’attore.

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La celebre battuta che gli ha portato fortuna

Sicuramente impossibile dimenticare la battuta diventata tormentone di varie generazioni, che è stata portata avanti proprio da Renato Pozzetto. All’interno del film Il ragazzo di campagna infatti è diventata celebre la famosa espressione milanese “TAAC”. Pozzetto ha spiegato durante un’intervista che si è ispirato direttamente ad un suo amico che aveva conosciuto all’interno di un locale dove si esibiva con Cochi e cioè il Derby. Questo suo amico infatti utilizzava l’espressione nel suo modo di fare, e divertito lui stesso da quel modo di dire, decise di copiarlo e di portarlo sul set proprio in Il ragazzo di campagna. Sicuramente una scelta più che azzeccata, poiché gli ha portato davvero una grandissima fortuna.

Una grande passione, l’amore per le automobili

Tra le più grandi passioni dell’attore Pozzetto, sicuramente c’è quella per le automobili. È risaputo infatti da molti che l’uomo è un grandissimo appassionato di motori e nella sua vita ha addirittura preso parte a ben tre Parigi-Dakar. Secondo quanto rivelato alla Gazzetta.it, è una passione che è nata fin da piccolissimo. L’uomo infatti ha ricordato di quando suo padre nel ’42 a causa del bombardamento della propria casa, aveva deciso di trasferirsi da Milano a Gemonio. Era stato lì che all’età di 4 o 5 anni che addirittura ha raccontato di riconoscere tutti i vari tipi di rumori di auto e moto che c’erano all’interno del paese.

Nella sua vita ha avuto anche modo di stringere amicizia con vari piloti importanti come ad esempio Clay Regazzoni, Nelson Piquet. La sua primissima automobile a quanto pare fu una 500. Da grande poi, insieme agli amici Jannacci e Cochi scoprì una grande passione per le auto d’epoca.

La presunta malattia di Renato Pozzetto

Per un periodo si diffuse una notizia che riguardava una presunta malattia di Pozzetto. Si era addirittura parlato di Parkinson. Tali rumors sul suo conto si diffusero perché per qualche tempo Pozzetto mancò dal mondo dello spettacolo. Spesso questo tipo di informazioni si generano e diffondono senza un riscontro reale. Queste notizie sulla salute dell’attore e comico infatti si rivelarono essere soltanto voci false e non realmente informate su ciò che riguardava la sua salute.