Home Storie Clint Eastwood: la vera storia dietro il film “Gran Torino”

Clint Eastwood: la vera storia dietro il film “Gran Torino”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:45
CONDIVIDI

Clint Eastwood, uno tra registi più importanti della storia del cinema, oggi ritornerà in azione con un suo cult. Ma scopriamo cosa si nasconde dietro il film.

Clint Eastwood

Clint Eastwood stasera in prima serata su Iris ritornerà con un suo classico intramontabile “Gran Torino“, un film del 2008 diretto ed interpretato dal genio di Eastwood. Il protagonista è appena uscito dalla guerra di Corea, ma ad attenderlo ci sono tantissime novità. Il film vinse tantissimi premi dal Golden Globe nel 2009 al David di Donatello per il miglior film straniero. Un reale capolavoro. Ma scopriamo cosa nasconde la vera storia del film.

LEGGI ANCHE —> Ecco come Clint Eastwood si salvò dal disastro aereo

Clint Eastwood: l’avvincente storia che si cela dietro il film

Gran Torino

Sceneggiatore del film è Nick Schenk, all’epoca era alle prime armi, poi un incontro gli ha stravolto la vita. Nick per tutta la sua vita ha sempre cercato di arrangiarsi con vari lavoretti che gli capitavano, coltivando parallelamente la passione del cinema. Sino al 2008 non era mai riuscito a vendere una sceneggiatura. Mentre scriveva la storia della pellicola “Gran Torino” Nick in quel momento come lavoretto trasportava la frutta, infatti ha dichiarato di averla scritta su un blocco notes in un bar, il Grumpy’s, a nord di Minneapolis. Quella notte aveva scritto 25 pagine e chiese al barista stesso di leggerla e dargli un giudizio. Ma la sceneggiatura del film non è stata scritta solo da lui, le altre due mani erano di Dave Johannson, un amico del fratello. Anche quest’ultimo non era di certo uno sceneggiatore, in quel periodo vendeva forni. Ma com’è nato il protagonista?

LEGGI ANCHE —> Hereafter, l’errore di Clint Eastwood e un cinema hollywoodiano

Ebbene, lo stesso Dave ci confessa che a lavoro ha incontrato molte persone che somigliassero a Walt Kowalski, il razzista, bigotto e irascibile protagonista del film. Entrambi finita la stesura della sceneggiatura non avevano nessuno a cui proporla, ma l’occasione si presentò quando la consegnarono a due giovani produttori che attraverso vie traverse riuscì ad arrivare nelle mani di Eastwood. Da subito il regista ne rimase rapito e decise che quello doveva essere il suo ultimo film.