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Chiara Poggi delitto di Garlasco, perchè è stata uccisa?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16
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A distanza di numerosi anni sono ancora avvolte nel mistero le dinamiche e il movente dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto in provincia di Pavia.

Chiara Poggi
Chiara Poggi

La giovane Chiara Poggi ha perso la vita la mattina del 13 agosto 2007 mentre si trovava da sola nella sua villetta a Garlasco in provincia di Pavia.

Molto probabilmente la ragazza conosceva il suo assassino poiché quella mattina aveva gli aveva aperto la porta della sua casa mentre si trovava ancora in pigiama.

Di lì a poco fu brutalmente uccisa con una serie di colpi inferti con un’arma contundente di cui non si è ipotizzato si trattasse di un martello.

Unico vero accusato e condannato per l’omicidio della giovane è stato il fidanzato Alberto Stasi.

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A distanza di 13 anni ancora non si conoscono però dettagli che ricondurrebbero realmente al movente dell’omicidio, anche se nel corso degli anni sono spuntati alcuni indizi importanti.

Nel computer di Alberto Stasi infatti è stato rinvenuto anche materiale pedopornografico, per cui il ragazzo ha ottenuto una condanna.

Forse Chiara era venuta a conoscenza di queste dettagli e voleva rivelarli? Questo resta ancora tutt’ora un mistero e un’ipotesi che potrebbe rivelarsi essere il vero movente.

Chiara Poggi, una fine terribile

Chiara Poggi
Chiara Poggi

È morta troppo giovane Chiara Poggi, ad appena 26 anni, uccisa in maniera brutale mentre si trovava da sola in casa poiché i genitori e il fratello erano in vacanza.

Di questo delitto l’unico colpevole indiziato è sempre stato Alberto Stasi che ha destato molti sospetti a causa anche di alcuni dettagli che hanno puntato l’attenzione su di lui.

Il ragazzo è stato il primo a dare l’allarme della morte di Chiara, ma stranamente sulle sue scarpe e nei suoi vestiti non era presente alcuna traccia di sangue.

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Era stata inoltre notata da una testimone quella mattina fuori casa della ragazza una bicicletta nera, molto simile nella descrizione ad una che possiede Stasi.

All’inizio il ragazzo fu arrestato e poi rilasciato per insufficienza di prove e nel 2014 è stato ritenuto colpevole di omicidio volontario con la condanna di 24 anni di reclusione, poi diventate 16 con il rito abbreviato.

Proprio recentemente la difesa del ragazzo ha però presentato l’istanza di revisione della sentenza perché pare che ci siano alcune prove che potrebbero scagionarlo dall’omicidio.