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L’uomo invisibile, Leigh Whannell rivede un classico di H.G.Wells

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:40
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L’uomo invisibile è il nuovo interessante adattamento del classico Universal, del 1993 diretto da James Whale e basato sul romanzo omonimo di H. G. Wells.

L'uomo invisibile: la recensione del film con Elisabeth Moss

L’uomo invisibile è il nuovo film di Leigh Whannell, regista di film come Insidious 3 e l’ottimo Upgrade e sceneggiatore di diversi capitoli della saga horror Saw. Alle prese con questo nuovo rifacimento del classico Universal, prodotto dalla accoppiata vincente Universal-Blumhouse (come i due film precedenti), il regista decide di discostarsi dal film originale e firmare un’opera più personale, in linea con la sua idea di cinema. Leigh Whannell affida il ruolo della protagonista ad Elisabeth Moss, un’attrice che si sta specializzando sempre di più negli ultimi anni, nel mondo del cinema horror. Ruota motrice e una delle cause scatenanti del susseguirsi degli avvenimenti del film.

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L’uomo invisibile: trama e recensione del film con Elisabeth Moss

L'uomo invisibile: la recensione del film con Elisabeth Moss

‘L’uomo invisibile’ narra le vicende di Cecilia Kass (Elisabeth Moss), una donna che sta vivendo una relazione complicata con un ricco e misterioso scienziato Adrian Griffin (Oliver Jackson-Cohen). Una notte stanca degli atteggiamenti di Adrian, Cecilia decide di fuggire via dall’abitazione per sentirsi finalmente libera, dalle minacce e dalle aggressioni fisiche. Purtroppo per lei questo sarà solo l’inizio di una serie di eventi inaspettati e turbolenti. Cecilia infatti scoprirà la doppia vita di Adrian e niente sarà più come prima. Ma soprattutto chi si nasconde dentro a quel costume così tecnologico? È da questo spunto che il regista Whannell inizia ad ampliare il suo discorso sulla tecnologia e sulle possessioni di corpi, un po’ come aveva già fatto brillantemente con Upgrade del 2018. Per Whannell sembra quasi diventata un’ossessione, che gli fa perdere addirittura il sonno, solo che in questo caso il lato fantascientifico del film arriva nel finale. Il restante del film è un concentrato di ansia e terrore. ‘L’uomo invisibile’, difatti, è a tutti gli effetti un thriller che si confronta e riflette con la paura, con le ossessioni di ogni essere umano, annientando ogni sicurezza acquisita.

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Elisabeth Moss è bravissima a interpretare questa donna tormentata dal presente, ma soprattutto da un passato quasi ingombrante. Il ruolo le calza a pennello e lo interpreta con una naturalezza tale, da far cadere più di una volta la sospensione dell’incredulità. Anche il resto del cast comunque non è da meno, tutti in parte e altamente convincenti, ognuno nei rispettivi ruoli. L’alchimia positiva che si è creata sul set è palpabile e visibile. Whannell riserva nel finale uno dei colpi di scena più geniali degli ultimi anni, il climax è alle stelle e la tensione si fa palpabile. È fenomenale per quanto sia all’apparenza semplice e lineare. Con ‘L’uomo invisibile’ Leigh Whannell mostra al pubblico il suo film più riuscito e più efficace. Un film ideale da gustare nel profondo della notte, per i temi trattati e per l’atmosfera che si respira all’interno di esso. Il film, che stava andando bene al botteghino negli USA, purtroppo ha visto arrestarsi la sua corsa per via del Covid-19. In Italia sarebbe dovuto uscire il 5 di Marzo, ma è stato rimandato a data da destinarsi e non si ancora se uscirà in formato digitale o al cinema.

Il trailer del film