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Luchino Visconti chi è? Il successo de “Il gattopardo” e non solo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:38

Luchino Visconti regista italiano di fama e popolarità. Vissuto ai tempi della seconda guerra mondiale, portò a termine i suoi lavori nonostante un ictus

Luchino Visconti è un regista e grande sceneggiatore. Nato da famiglia aristocratica, suo padre era un discendente dei Visconti e sua madre discendeva da una famiglia di industriali per la chimica e farmaceutica, sin da ragazzo dimostra un forte interesse per la letteratura.

Luchino Visconti, vita e carriera

Dopo il servizio militare, il regista si dedica all’allevamento dei cavalli, sua grande passione e solo successivamente si appassionerà e si dedicherà completamente al cinema.

Tra gli anni e gli anni 50, la sua carriera sarà in continuo crescendo. Cresciuto negli ambienti antifascisti e intellettuali, Visconti sarà un avversario del fascismo, e verrà anche arrestato e infine torturato.

Dopo la guerra, continuano le sue produzioni passando dai lungometraggi per il teatro e per il cinema, fino a giungere, nel 1963 a una produzione di rilievo come “Il Gattopardo” con la presenza di Claudia Cardinale e di un giovanissimo Terence Hill nel ruolo di un garibaldino.

Proprio il film farà da “base” questa sera per la puntata di Ulisse dedicata proprio al romanzo. Presente al teatro “La Scala” già da bambino, ci ritornerà da adulto con produzioni liriche di rilievo e interpretate da Maria Callas.

Siamo tra il 1950 e il 1960 e le produzioni più importanti, La vestale”, “La sonnambula”, “La Traviata”, “Anna Bolena” e “Ifigenia in Tauride”, sono di carattere storico.

Riconoscimenti prestigiosi

Il Gattopardo fece vincere al regista la Palma D’oro a Cannes, mentre altri film quali La Caduta degli Dei lo portano a candidarsi all’oscar e al nastro d’argento come miglior regia. Altri riconoscimenti gli giunsero nel  1971 con “Morte a Venezia” e nel 1973 con il film Ludwig.

Luchino Visconti passò gli ultimi anni della sua vita semiparalizzato a causa di un ictus, ma questo non lo fermò e continuò a produrre film.

Morì nel 1976 durante il doppiaggio de L’innocente dal romanzo di D’Annunzio.