Home Televisione Alighiero Noschese, una morte sospetta: suicidio mai del tutto chiarito

Alighiero Noschese, una morte sospetta: suicidio mai del tutto chiarito

Il popolare imitatore Alighiero Noschese nacque a Napoli il 25 novembre 1932. Amatissimo dagli italiani, si sparò un colpo di pistola alla tempia il 3 dicembre 1979. Tanti i perché senza risposta del suo gesto.

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Alighiero Noschese, l’uomo dai mille volti, sarà uno dei protagonisti della puntata di questa sera di Techetechete, dedicata agli imitatori più bravi e amati dagli italiani. Immancabili anche filmati sull’indimenticabile Gigi Sabani.

Perché si è suicidato Alighiero Noschese?

Tra anni Sessanta e Settanta Alighiero Noschese è stato l’imitatore più amato dagli italiani: un talento speciale il suo, un volto capace di assumere su di sé i dettagli mimici di Giulio Andreotti, Amintore Fanfani e tantissimi altri personaggi, tutti portati con successo sul piccolo schermo.

Il suo successo travolgente comincia a subire un declino nel 1974 e parallelamente anche la sua vita privata, con la separazione dalla moglie. Il ritorno in Rai, previsto nel 1978, viene annullato col rapimento di Aldo Moro: nessuno ha più voglia di ridere con imitazioni di politici.

Tutto questo mina profondamente il suo equilibrio mentale e la sua salute.

Il 3 dicembre 1979 Noschese viene ricoverato a Villa Stuart (dove era ricoverato anche Giulio Andreotti per un intervento alla cistifellea) a Roma, per un fortissimo esaurimento nervoso e crisi depressive.

Proprio nella cappella della clinica e si uccide con un colpo di pistola sparato alla tempia.

Ma come è possibile che Noschese fosse in possesso di una pistola, all’interno della struttura? Aveva forse paura di qualcuno da cui voleva difendersi? Come è possibile che nessuna delle forze dell’ordine presenti nella struttura (dove c’era anche Andreotti) si sia accorto di un uomo armato? Tutte domande rimaste senza risposta.

Solo nel 1981 si scopre che Alighiero Noschese era iscritto alla loggia P2: qualcuno rivelò che per depistare le indagini sulle grandi stragi di quegli anni, si fece ricorso alle imitazioni di un popolare imitatore, capace di “spacciarsi” per il Presidente della Repubblica Leone e Giulio Andreotti. Che si trattasse di Noschese, non fu mai provato.

 

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