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Benjamin Ruggiero, chi era il boss che ispirò Donnie Brasco?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:44
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Benjamin Ruggiero, boss mafioso che ispirò il film Donnie Brasco uscito nelle sale cinematografiche americane a febbraio del 1997.

Donnie Brasco
Donnie Brasco

Benjamin “Lefty” Ruggiero era un boss mafioso della famiglia Bonanno. Il film racconta della vicenda che vide come protagonista un agente sotto copertura, Joseph Pistone, con il falso nome di Donnie Brasco, che tenta di farsi arruolare all’interno della famiglia per scoprire i segreti della mafia. Si spaccia per ladro di gioielli e Ruggiero lo prende sotto l’ala come fosse sangue del suo sangue.

Questa missione dell’FBI andò a buon fine perché grazie a Joseph vennerò giustiziati alcuni boss temutissimi, tra cui Ruggiero, che si rifiutò di confessare e venne processato a 20 anni di galera. 

Venne scagionato prima dei tempi previsti perché si ammalò gravemente di tumore, trascorrendo così solo 11 degli anni previsti.

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Trama e cast del film

Benjamin Ruggiero
Benjamin Ruggiero

Come già detto, il film venne riprodotto per la prima volta in America nel febbraio del 1997 e in italia qualche mese dopo nello stesso anno ed è la storia dell’agente segreto che tenta di scoprire, mettendo a repentaglio la sua stessa vita, cosa si nasconde dietro la famiglia Bonanno.

Assiste a omicidi e torture, spaccio e furti finché la missione non giunge al termine e riesce a far giustiziare i boss della mafia con successo.

Ambientato a Manhattan, città di nascita dello stesso Ruggiero, durante la fine degli anni ’70.

Il cast è composto da Al Pacino, che interpreta Benjamin Ruggiero, Johnny Depp che invece avrà la parte di Donnie Brasco, Michael Madsen, Bruno Kirby, James Russo, Anne Heche, che ricevette il premio per miglior attrice non protagonista, Željko Ivanek, Robert Miano, Tony Lip, Brian Tarantina, Gretchen Mol, Gerry Becker, Paul Giamatti, Tim Blake Nelson.

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Prima dell’uscita del film John Boobie Cerasani, anche lui boss mafioso, riuscì ad ottenere una copia in anteprima e disse al suo avvocato di aprire una pratica per querelare per calunnia e diffamazione nei confronti dei produttori che nel film avevano inserito scene di omicidi che lo riguardavano. La pratica non andò a buon fine perché la pellicola la guardarono troppe persone prima dell’uscita ufficiale, dunque Boobie non poteva essere dichiarato innocente dato che la sua stessa reputazione era già stata rovinata.

Il film vinse un premio Oscar nel 1998.