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Foscarino Spinelli, il destino tra le mani del nemico nazifascista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:33
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Foscarino Spinelli è stato uno delle tante vittime della furia nazifascista, che si abbattè nel 1944 anche nell’area di Montecatini, dove trovò la morte.

Campo di concentramento
Campo di concentramento (Fonte: Pixabay)

Foscarino Spinelli rientra tra le vittime della strage di Montecatini che portò alla morte numerose vittime innocenti per mano dei nazifascisti.

Quando morì Spinelli aveva soltanto 20 anni, ed era dunque un giovane con tutto un futuro davanti, irrimediabilmente spezzato per un tragico destino.

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Insieme a Bruno Baronti, suo coetaneo, si era rifugiato a Padule di Fucecchio a Cintolese, poiché questa zona era ritenuta tra le più sicure.

L’area infatti sembrava essere abbastanza riparata e scelta per via della sua lontananza dal centro abitato.

Ma proprio questa scelta fu fatale, perché la mattina del 23 agosto 1944 Spinelli e moltissime altre persone morirono per mano dei tedeschi.

Foscarino Spinelli, il destino crudele

Filo spinato
Filo spinato (Fonte: Pixabay)

Quel giorno d’agosto Foscarino Spinelli e Bruno Baronti furono entrambi catturati con l’accusa di essere partigiani.

In realtà ancora oggi non si sa se si trattasse davvero di partigiani o meno, ma il loro percorso li unì fino alla tragica morte.

Per tale accusa i due furono arrestati e successivamente seviziati e torturati a lungo, per ottenere maggiori informazioni.

Non appena i nazifascisti ebbero finito con loro, i ragazzi furono portati in Piazza del Popolo a Montecatini Terme e impiccati proprio in questo luogo.

Un destino crudele, quello in cui scappando dalla morte riesci a finire proprio tra le tue braccia.

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Ed è stato proprio così per Spinelli e Baronti, ma anche per moltissime altre persone, che cercavano una via di fuga per la salvezza.

A Padule di Fucecchio morirono invece 174 civili, tra donne, bambini e uomini, tutti con una sola colpa, quella di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

La furia omicida nazista passò sopra ogni cosa, mietendo vittime anche tra i giovanissimi, come una bimba di appena 4 mesi, o tra le persone anziane, come una donna di 92 anni che era anche sorda e cieca.