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Diario di un vizio: recensione del film con un inedito Jerry Calà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:00
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Diario di un vizio, penultimo film diretto dal geniale regista Marco Ferreri, è una satira dissacrante sull’amore e il mondo dei consumi.

Diario di un vizio

Diario di un vizio (1993) narra le peripezie di un uomo qualunque, Benito (Jerry Calà), che di lavoro fa il rappresentante di detersivi. Ha una fidanzata, Luigia (Sabrina Ferilli), che lo tradisce ripetutamente e della quale non è pienamente appagato.

Sarà forse perché Benito è un erotomane incallito, sempre alla ricerca di prede femminili da abbordare e con cui attaccare bottone. Benito scrive anche un diario pieno di foto e ritagli, dove registra i singolari fatti che accadono nelle sue frenetiche giornate.

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Desolante riflessione sull’uomo, inteso come animale sessuale schiavo dei propri irrefrenabili istinti, Diario di un Vizio si colloca perfettamente nella filmografia del geniale regista italiano Marco Ferreri, sublime cantore di un mondo di vinti sopraffatti dal Sistema, nonché profetico precursore delle amenità che caratterizzano la nostra moderna società dei consumi.

Una critica dissacrante e al vetriolo fin troppo avanti per i tempi, ma che risulta oggi attualissima.

Recensione “Diario di un vizio”: una magistrale interpretazione di Jerry Calà

Diario di un vizio

Gran merito della riuscita del film è da attribuirsi all’interpretazione di Jerry Calà, in un ruolo insolito per la sua carriera, se si considera che l’attore è noto al grande pubblico soprattutto per i ruoli comici in film come Vacanze di Natale (1983), Yuppies (1986) o Abbronzatissimi (1991).

Una prova attoriale misurata ed introspettiva, dove Calà riesce ad immedesimarsi perfettamente nel ruolo di un rappresentante di detersivi depresso, insoddisfatto del proprio tediante lavoro e incapace ad instaurare relazioni durature con le donne.

Ogni giorno ne vuole conoscere di nuove e le approccia nei modi più curiosi e disparati, pur di avere un contatto che gli dia una parvenza di pace, anche se per pochi illusori istanti. In realtà Benito è un uomo profondamente solo, incapace di relazionarsi con il prossimo ma in primis con sé stesso.

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Marco Ferreri, come suo solito, condisce la vicenda di elementi surreali ed onirici, riponendo le sue speranze nella figura femminile (non a caso un suo film del 1984 si intitola Il futuro è donna), volubile ed imperfetta, ma, allo stesso tempo, fonte primaria di vita. Come la prostituta incinta amica di Benito, dolce e premurosa nei confronti del bambino che porta in grembo, tanto da pensare di rivedere completamente la propria vita.

Diario di un vizio è una pellicola imprescindibile per gli amanti del Cinema di Marco Ferreri, ingiustamente etichettata come opera minore, che merita invece di essere riscoperta e rivalutata.