Home Cinema Ravenna Nightmare Film Fest, Silvia Moras: “Un Annaud inaspettato” (Esclusiva)

Ravenna Nightmare Film Fest, Silvia Moras: “Un Annaud inaspettato” (Esclusiva)

Abbiamo intervistato in esclusiva Silvia Moras, collaboratrice, giurata e intervistatrice durante un importante evento tenutosi a Ravenna, il Nightmare Film Fest, per toccare alcuni dei punti salienti di questa esperienza.

Ravenna Nightmare Film Fest
Silvia Moras al Ravenna Nightmare Film Fest

Ravenna Nightmare Film Fest, le parole di Silvia Moras

Si è appena concluso il Nightmare Film Fest. Com’è stato essere tra i giurati? 

È stata una soddisfazione poter vedere così tanti lungometraggi e cortometraggi internazionali di livello. È stato interessante vedere anche quanto diversi fossero tra loro i film selezionati: mi ha fatto vivere con più partecipazione il vederli e giudicarli.

A proposito dei film in gara, qual è l’elemento comune che ha permesso loro di essere scelti?

Quello che li caratterizza, secondo me, è la creatività. Ognuno di questi film presenta una forte contaminazione di genere. Ad esempio The wind è un western con forti connotazioni horror e Les garçons sauvages è talmente barocco che mescola videoarte e cinema classico con altri elementi. I film in gara hanno certamente sceneggiature di autori molto competenti in tema di cinema.

Les garçons sauvages è il lungometraggio che avete premiato per la regia. Cosa puoi dirci sul suo regista, Bertrand Mandico?

Questo è il primo lungometraggio di Mandico che ha una lunga carriera come regista di corti. Le sue opere si caratterizzano per la qualità di scrittura e messa in scena, oltre che per l’originalità e molti dei suoi lavori sono arrivati e sono stati premiati al Nightmare Film Fest. Les garçons sauvages si ispira liberamente all’omonimo romanzo di William Burroughs e Mandico ci ha messo dentro tutta la sua preparazione artistica. Ci sono riferimenti letterari e cinematografici che vanno da Jules Verne a Mario Bava fino a John Carpenter e Fassbinder, fatti in modo visivamente forte. Il film sembra quasi una fotografia di LaChapelle in movimento. È un film talmente manieristico da essere bello, è visivamente godibile, presenta questi livelli di intersezioni tra le arti ed ha un cast di attrici molto brave che interpretano ruoli da uomo perché nel film c’è una riflessione importante sulla sessualità e il genere. Invito tutti a vederlo. Si è distinto dagli altri e forse ha vinto anche per questo, perché Mandico ha come una firma che contraddistingue i suoi lavori.

Tra gli ospiti del festival c’è stato Annaud. Hai avuto modo di conoscerlo? Cosa ne pensi dei suoi lavori?

Prima del festival conoscevo circa il 67% della filmografia di Annaud, che ho approfondito in previsione del Nightmare Film Fest. Ho avuto il piacere di incontrarlo alla conferenza stampa e anche in un momento privato e si è rivelato un artista eccezionale e un uomo di un’apertura mentale incredibile. Nonostante la sua età e la sua lunghissima esperienza parlava di serie TV, come di piattaforme digitali, e di come i registi possano cambiare il modo di approcciarsi al cinema sfruttando i nuovi mezzi, per essere al passo col tempo.
Annaud è una persona straordinaria, con dei modi semplici, che si è fatta amare da tutti. Ha raccontato con grande passione, e con degli aneddoti simpatici, i suoi film in un modo estremamente piacevole. Da uno come lui, che si è rivelato umile, ti aspetteresti una certa supponenza che invece ho notato in autori appena usciti dal Dams al loro primo corto.
Noi siamo andati a cena con lui e a mezzanotte e mezza era il più fresco di tutti ed era anche arrivato da poco dalla Cina, quindi non ha nemmeno subito gli effetti del jet lag. Anche la Cavani, che è emiliana ed è stata letteralmente assalita dal pubblico, è stata gentile e ha firmato autografi a tutti.

Annaud e la Cavani sono stati un elemento importante di questa edizione…

Avere due personaggi come Annaud e la Cavani ha permesso al festival di essere trasversale, perché sono due grandissimi autori ma anche molto conosciuti dal grande pubblico quindi ha reso il Nightmare appetibile sia a giornalisti, registi e cinefili ma anche a chi, di Ravenna e dintorni, non era del settore ma voleva trascorrere una giornata piacevole.

Teresa Franco