Home Televisione Vite al limite, denuncia lo show prima di morire: guai per il...

Vite al limite, denuncia lo show prima di morire: guai per il Dottor Now

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29

Il dottor Now è finisce nei guai dietro una denuncia da parte di una protagonista che ha partecipato a Vite al limite. La donna poi è morta: ecco come sono andate le cose.

Non è la prima volta che ci troviamo a parlare di una denuncia nei confronti del chirurgo bariatrico del noto reality show di Real Time. Questa volta il medico è finito sotto l’occhio del ciclone per via di una querela arrivata da una persone che poi ha perso la vita. La notizia ha fatto subito il giro del mondo.

Vite al limite ha fatto il suo ingresso nella tv americana nel 2012. In poco tempo il format è stato trasmesso in altri paesi in giro per il mondo, dove il dottor Nowzaradan è diventato una vera e propria star del piccolo schermo. Il docu reality ha ottenuto un enorme seguito nel corso degli anni. I fan amano seguire i percorsi degli individui che partecipano e vedere le loro vite trasformate.

Sebbene lo spettacolo sia stato una fonte di intrattenimento e spensieratezza per molti telespettatori, non lo è stato per i concorrenti che vi hanno partecipato, almeno non per tutti. Alcuni infatti non hanno avuto fortuna nella gestione del peso, il che ha portato a complicazioni e persino alla morte. Una delle persone che è morta è stata Gina Krasley. La donna, un anno prima del decesso, aveva sporto denuncia contro lo show.

Vite al limite, Gina Krasley denuncia lo show prima di morire: ecco cosa è successo

Poco più di un anno prima della morte di Gina Krasley, avvenuta quando aveva solamente 30 anni, la donna ha citato in giudizio la società di produzione che c’è dietro la il docu-reality che in Italia va in onda su Real Time. Il motivo di questa denuncia è per “stress emotivo e negligenza”, come si legge nel portale americano New York Post che ha riportato la notizia.

Come si legge, Krasley è stata solo una dei nove membri del cast che hanno fatto causa contro Megalomedia, accusando la società di produzione. Nonostante il tentativo dell’azienda di archiviare i casi, nel maggio 2020 un giudice ha deciso di accettare la maggior parte di quelle cause ed inserirle in un’unica causa principale.

In merito alla causa di Krasley, si afferma che la società non ha richiesto una valutazione psicologica, né ha fornito servizi di salute mentale adeguati durante le riprese del reality, questo secondo  Starcasm che sarebbe stato il primo a denunciare la causa.

La donna, inoltre, ha accusato Megalomedia, dove lavora anche il figlio di Nowzaradan, Jonathan, di non aver preparato i dipendenti a trattare la depressione e al rischio di suicidio che deriva dalle diete dimagranti estreme che i soggetti stavano seguendo, lei compresa, accusando proprio il dottor Nowzaradan di questo, secondo i documenti ottenuti da The Post.

Inoltre ha confessato che la produzione le avrebbe chiesto “di mangiare una quantità eccessiva di cibo in video per filmarla”. Il motivo era per far capire al pubblico che la donna non era idonea e pronta per l’intervento chirurgico, cosa che alla fine non ha fatto. In merito alla causa, non si hanno novità, in quanto si deve ancora dibattere in tribunale.