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Paralimpiadi, ecco l’unico sport che non è presente alle Olimpiadi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:58

Le Paralimpiadi sono un grande appuntamento per l’Italia e non solo: conoscete l’unico sport che non c’è stato alle Olimpiadi?

goalball

Nella giornata  di domani inizieranno le Paralimpiadi, il secondo grande appuntamento di questa estate caldissima ed all’insegna dello sport. Esiste, tuttavia, uno sport che è presente solo in questa manifestazione ma che, allo stesso tempo, invece non è presente alle Olimpiadi.

Stiamo infatti parlando del Goalball, uno sport davvero molto particolare che in un certo qual modo potrebbe essere paragonato al calcio a 5,ma che di fatto porta con sé parecchie  differenze che lo rendono davvero qualcosa di unico nel suo genere.

Ecco di che cosa si tratta.

Paralimpiadi, l’unico sport che non  c’è alle Olimpiadi

Come sapete, le Paralimpiadi sono il vero e proprio appuntamento per tutte le persone con disabilità che si sfidano in tutte le discipline sportive, dall”atletica al nuoto e tutti gli altri sport.

È a tutti gli effetti un’Olimpiade vera e propria che, tuttavia, ha qualcosa in più: stiamo infatti parlando di uno sport, il Goalball, che invece è presente solo in questa competizione.

In molti si chiedono che cosa sia: vediamo quali sono le regole di questa disciplina davvero molto particolare e curiosa.

Goalball Paralimpiadi: che cos’è e regole

Il Goalball è una disciplina che può essere definita una sorta di mix tra il calcio, la pallavolo ed il tennis. Detto così potrebbe essere complicato ma in realtà è molto più semplice di quel che sembra, anche se lo sport in sé è davvero molto difficile e complesso da praticare.

L’obiettivo è, come è immaginabile, fare goal nella porta opposta, come nel calcio.

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Tutti gli atleti, ipovedenti e non, sono tutti bendati così da garantire le stesse condizioni di gioco. I giocatori, seduti a terra nelle rispettive aree, devono lanciare la palla, che per l’occasione contiene un sonaglio al suo interno, nella porta opposta per fare goal ed allo stesso tempo parare, sfruttando soltanto il senso dell’udito senza la vista, i tiri degli avversari.