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Alexander Von Castell, il marito di una donna coraggiosa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
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 Alexander Von Castell sposò Ottilie Von Castell, una donna coraggiosa di fine 800 che prese in mano le redini dell’azienda di famiglia.

Ottilie Von Faber Castell e il marito Alexander
Ottilie Von Faber Castell e il marito Alexander

Stasera in oda su Rai 1 verrà trasmesso il film “Ottilie Von Faber Castell, una donna coraggiosa” ed è la storia vera di una donna che da un giorno con l’altro si è ritrovata a gestire la nota azienda produttrice di matite, ancora oggi molto conosciuta.

Ma chi era Alexander? L’uomo che sposò Ottilie e che prima del matrimonio si chiamava  Alexander zu Castell-Rüdenhausen. Diedero alla luce 4 figli, 3 delle quali femmine e il quarto maschio, che divenne l’erede dell’azienda, finché con l’inizio della Prima Guerra Mondiale la coppia non si separò e Alexander si sposò con un’altra donna dalla quale ebbe un altro figlio che divenne successivamente l’unico erede.

La Guerra ebbe un ruolo importante all’epoca perché inizialmente venne vissuta con entusiasmo per poi lasciare solo tanta desolazione.

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Il ruolo femminile nell’800

Alexander e Ottilie
Alexander Von Castell e Ottilie

La storia di Ottilie è molto avvincente e nel film viene rapprsentata quasi pari pari, nei limiti consentiti, perché parla di una donna che ha dimostrato con grande audacia che chiunque può essere in grado di portare avanti un’azienda a prescindere se sia uomo o meno.

Questo concetto non era molto compreso all’epoca, tanto che era consentito solo agli uomini di poter svolgere certi compiti.

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Alexander divenne immediatamente parte della famiglia e non tentò minimamente di stare un gradino sopra la moglie che era stata scelta come erede dell’azienda e la madre della ragazza ne fu molto felice tanto che, insieme, grazie a questa grande sintonia che si creò riuscirono a portare l’azienda a livelli incredibili. Alexander era come un figlio agli occhi della mamma di Ottilie, l’erede mancato, che però svolse il compito affidatogli senza mai chiedere di più di quello che era, rispettando il volere del nonno. Non solo, accettò anche che la moglie tenesse il cognome di famiglia per il bene dell’attività.