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Pietro Maso eredità da capogiro: 850mila euro al killer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
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Pietro Maso, l’uomo che negli anni Novanta sconvolse l’Italia con l’uccisione dei suoi genitori ha ricevuto un’eredità da capogiro: 850 mila euro da una professoressa di lettere.

Pietro Maso eredità

Era il 17 aprile 1991 quando Pietro Maso con l’aiuto di tre amici, tolse la vita al padre e alla madre. Lo scopo era quello d’impossessarsi della loro eredità, ironia della sorte alla fine l’eredità è arrivata. Un’anziana insegnante di Salerno, venuta a mancare all’età di 96 anni, ha lasciato con un testamento olografo tutti i suoi beni a Maso, oggi 48enne.

Una cifra da capogiro per l’uomo che uccise i suoi genitori, nel testamento viene spiegato che la volontà della donna era quella di dare una possibilità di rifarsi una vita con onestà.

Pietro Maso, grande eredità per lui: perché?

Pietro Maso eredità

Pietro Maso ha ricevuto una cospicua eredità da un’anziana di 96 anni, la donna il 29 settembre del 2019 come si legge su newsnotizie.it consegnò il suo testamento olografo ad Alessandro Romano, membro dell’associazione Giustiziaitalia, al quale si era rivolta per una cartella esattoriale non pagata.

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La 96enne, nubile e senza figli, ha deciso di lasciare tutti i suoi averi proprio a Maso, colpevole di aver ucciso nel 1991 i suoi genitori. La donna è rimasta colpita dal pentimento di Pietro e ha voluto lasciargli 850 mila euro per permettergli di rifarsi una vita.

L’omicidio dei genitori

Era il 1991 quando Pietro Maso insieme a tre amici uccise i suoi genitori Antonio Maso e Mariarosa Tessari. La coppia si trovava nella loro casa a Montecchia di Crosare quando è stata raggiunta dal figlio e da tre complici.

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Il duplice omicidio è stato commesso con intenzione, il ragazzo voleva infatti appropriarsi della sua parte di eredità. Al tempo Pietro era un ventenne, molto coccolato dai suoi genitori che suolevano viziarlo con acquisti di oggetti costosi.

Dal 2013 è un cittadino libero e, dopo i 22 anni trascorsi in prigione ha raccontato la sua storia in un libro “Il mare ero io” scritto insieme alla giornalista Raffaella Regoli.