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Pietro Maso chi è: “Non prova alcun rimorso. Riceve lettere da migliaia di fan”

Appena ventenne, Pietro Maso uccise entrambi i suoi genitori con la complicità di 3 amici. Dopo aver scontato la sua pena, è tornato libero nel 2013.

pietro maso

Fa molto discutere il ritorno in tv di Pietro Maso. Dopo essere stato ospite del programma di Maurizio Costanzo, per una intervista finita al centro delle polemiche, stasera è la volta di uno speciale su Nove in onda in prima serata, interamente dedicato al giovane che a soli 20 anni uccise i genitori per intascarne l’eredità.

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Chi è Pietro Maso

Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 Pietro Maso uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari, per intascare i soldi dell’eredità. Individuato subito come colpevole, venne arrestato e condannato definitivamente a trent’anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. Dopo 22 anni in prigione è tornato libero.

Prima dell’omicidio, c’erano già stati alcuni tentativi di uccidere i genitori, non andati a buon fine. La fatidica notte tra il il 17 e il 18 aprile, invece, a delitto compiuto, i ragazzi si recano persino in discoteca, per crearsi un alibi.

Le incongruenze nei racconti, i sospetti delle sorelle Nadia a Laura circa strani movimenti economici con firma false dei genitori, le contraddizioni di Pietro Maso negli interrogatori, portarono gli inquirenti dritti a lui e alla sua confessione a cui fece seguito quella dei tre amici. Tutti vennero condannati per duplice omicidio volontario premeditato pluriaggravato con le aggravanti della crudeltà, dei futili motivi e, per Pietro, anche del vincolo di parentela.

Pietro Maso si è pentito?

Pietro Maso si è sempre mostrato, sin dalle prime immagini degli anni Novanta, freddo e distaccato. Così è apparso anche in tv, durante la famosa intervista di Costanzo.

Secondo la scrittrice Cinzia Tani, esperta di storia sociale del delitto: “In carcere le sue preoccupazioni sono la cura della propria persona, dal profumo all’abbronzante, dalla ginnastica a prendere il sole. Non prova alcun rimorso. Riceve lettere da migliaia di fan“. Questo dettaglio è stato confermato da Maso stesso, in un’intervista a La Repubblica, a cui ha detto di ricevere lettere di ragazzi che vorrebbero emulare il suo gesto. “Non ho potuto salvare me stesso: almeno ci provo con gli altri”.

A suo dire, stando a quanto raccontato nel libro scritto assieme alla giornalista Raffaella Regoli, intitolato Il male ero io (Mondadori), gli anni di prigione lo hanno cambiato e sono stati un percorso di riscatto umano.