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Alcune curiosità riguardanti “Jobs”

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Partito con una sceneggiatura di duecentocinquanta pagine (il doppio dello standard) affidata a Matt Whiteley e limata e ridotta dallo stesso fino a trasformarla in un copione di un film da circa due ore, Jobs di Joshua Michael Stern ripercorre la vita di Steve Jobs dal 1971 al 2000, ossia dalla sua fase hippie fino ad arrivare a poco prima dell’invenzione dell’iPod.

Uno Steve Jobs interpretato da Ashton Kutcher, il quale non solo, arrivato ai casting, impressionò tutti per l’incredibile somiglianza tra lui e l’informatico da giovane, ma si mostrò talmente preparato che il citato Whiteley ricorda: “Ho visto che stava già convogliando il personaggio, un’intensità che si è presentata immediatamente. Era più di una posa, più di una mimica. Era già emotivamente dedito al ruolo.

Dopo quell’incontro, sapevo che la parte era sua”. Tra l’altro, l’attore rimase molto sorpreso dalla sua reazione alla notizia della morte di Steve Jobs, infatti ha dichiarato: “Quando Steve Jobs è venuto a mancare, ho avuto una stranissima reazione emotiva e non riuscivo a spiegarmi perché: ‘Wow, perché mi ha turbato tanto questa cosa?’ Quindi, ho cominciato a pensare a tutti i modi in cui questa persona ha influito sulla mia vita, e ho cominciato a trovare tutte le informazioni possibili su di lui.”

Ed ha anche letto tutta d’un fiato la sceneggiatura che, soltanto pochi giorni dopo, gli venne consegnata dal proprio agente, rendendo immediatamente suo il ruolo e cominciato a seguire lo stile di vita di Jobs, convertendosi anche totalmente alla sua dieta a base di sola frutta. Oltre a studiare con solerzia la sua vita, i suoi scritti e tantissimi testi d’informatica.

Non a caso, Josh Gad (che interpreta il cofondatore della Apple, Steve Wozniak) ricorda: “Stavamo sul set, seduti davanti a un circuito, e lui lo guardava e spiegava: ‘questo dettaglio non era stato ancora inventato all’epoca.’ E il reparto ricerche ha controllato e ha scoperto che aveva ragione. Cose del genere sono successe più volte”.

Mentre gran parte della pellicola è stata girata a San Fernando Valley (zona suburbana di Los Angeles molto simile alla città di Cupertino, nella Silicon Valley, dove ha sede la Apple), il produttore Mark Hulme ha insistito per far incominciare il film nel garage dei genitori adottivi di Jobs dove tutto ebbe inizio. aspetto così commentato da Whiteley: “Aver avuto questa incredibile opportunità di girare nei luoghi reali dove Steve e Woz saldavano circuiti e chiamavano potenziali clienti è stata un’esperienza unica per noi. E lo sarà per il pubblico che seguirà lo svolgersi di questa storia”.

Curiosamente, però, la Apple non è stata assolutamente coinvolta nella produzione del film, che, inizialmente, sarebbe dovuto uscire nelle sale statunitensi a partire dal 19 aprile 2013, giorno del trentasettesimo anniversario della fondazione dell’azienda (l’uscita fu rinviata per prepararne meglio il lancio ed è stato proiettato in anteprima il 25 gennaio 2013, come chiusura dell’edizione del 2013 del Sundance Film Festival).

Tra l’altro, vi compaiono il membro storico del primissimo team di Jobs, Daniel Kottke (il cui personaggio è interpretato da Lukas Haas) e Nolan Bushnell, fondatore della mitica società di sviluppo di videogiochi Atari. Ultima curiosità: in una delle prime scene del film, quando una ragazza offre all’allora giovane Jobs un acido, il colore della pastiglia è arcobaleno, esattamente come sarà il primo logo della Apple.

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