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In dvd “Il terzo tempo” di Enrico Maria Artale

Il terzo tempoSamuel, con le fattezze del Lorenzo Richelmy recentemente visto nel verdoniano “Sotto una buona stella”, è un ragazzo dal passato difficile, abituato ad entrare ed uscire dal riformatorio per piccoli reati e che non ha avuto nulla dalla vita.
È sulla sua figura che si concentra “Il terzo tempo”, lungometraggio d’esordio di Enrico Maria Artale che, presentato in concorso nella sezione “Orizzonti” presso la settantesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e uscito in sala a fine novembre 2013, approda nel mercato dell’home video digitale – sotto il marchio Filmauro – corredato di trailer e backstage di cinque minuti quali contenuti extra.
La giusta occasione per riscoprire una vicenda introdotta dalla sempreverde “House of the rising sun” e destinata presto a tirare in ballo Stefano Cassetti nei panni dell’assistente sociale Vincenzo, che, ex campione di rugby, catapulta il protagonista in un mondo dove bisogna seguire le regole per vincere.
Perché, man mano che troviamo in scena anche Margherita Laterza nel ruolo della figlia adolescente dell’uomo e ad arricchire il cast provvedono, inoltre, l’Edoardo Pesce della serie televisiva “Romanzo criminale” e la vincitrice del David di Donatello Stefania Rocca, lo sport finisce per fare da sfondo a quello che si rivela un racconto di formazione su celluloide; con il rugby, appunto, destinato a diventare metafora della vita e della voglia di tornare a sperare.
Nel corso di oltre un’ora e mezza di visione che, non priva di occasioni volte alla risata (citiamo soltanto la sequenza in cui i poliziotti fermano il furgone per la strada), riesce nella tutt’altro che facile impresa – soprattutto nello stivale tricolore d’inizio terzo millennio – di manifestare un look decisamente internazionale.
Per merito, in particolar modo, dell’uso che viene fatto della colonna sonora e dei ralenti, i quali poco permettono all’insieme di distaccarsi da analoghe produzioni d’oltreoceano.
Alla faccia di chi considera Luigi e Aurelio De Laurentiis soltanto sforna-cinepanettoni!

Francesco Lomuscio