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Michael Polish dirige ‘Big Sur’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:29
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Michael Polish

POLISH BIG SUR –

secondo adattamento da Kerouac in meno di un anno

Che Jack Kerouac sia uno scrittore amato dai cineasti è cosa nota. Nessuno però finora ha mai riportato al cinema le gesta dei surreali personaggi e delle storie stravaganti di vita selvaggia ispirandosi dichiaratamente ai suoi libri.

Sulla Strada, il suo famoso capolavoro scritto su una pergamena durante i suoi spostamenti sui grayhound attraverso l’America, sarà presto sui grandi schermi grazie a F.F. Coppola e  Walter Salles.

 

Giunge inaspettato quindi, il film di Michael Polish tratto da Big Sur, il primo libro importante degli anni ’60 di Kerouac. Prima di quello, I Sotterranei, Visioni di Cody, I Vagabondi del Dharma, tutti degli anni 50. Big Sur è l’autobiografia di un fallimento, quella della partita con la sua vita contro l’alcool e il successo. Uno scrittore di successo va a vivere in una capanna prestatagli da un amico nel deserto della california, dove nasce una burrascosa relazione con Billie. Nel casting ora in atto sono confermati Anthony Edwards, Radha Mitchell, Kate Bosworth nel ruolo di Billie, la donna amata dai due protagonisti, Josh Lucas nel ruolo di Neil Cassady e Jean-Marc Barr (Dogville) nel ruolo di Jack Kerouac.

 

Jack Kerouac nase nel 1922 e muore giovane nel 1969, distrutte da una vita piegata dall’alcool. Ne soffriranno amici, cari, amanti, estimatori in tutto il mondo. Il suo sogno fu chiamato beat generation, il suo segno è stato lasciato da tutti coloro che hanno letto almeno una volta questi libri. Nulla di sacro, nulla di utile alla propria conoscenza. Forse divenne troppo famoso, almeno qui da noi, e oggi è consacrato come un mito segreto, una rockstar underground della letteratura. Kerouac poteva sembrare anche questo, in realtà, come diceva lui, era solo uno che scriveva per cercare di vedere il volto di Dio.

Lungi dall’essere un credente in senso stretto, lo scrittore statunitense avrebbe voluto sentirsi un illuminato così come lui considerava i personaggi che amava e stimava e di cui scriveva. William Burroughs, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti e tutti quelli non famosi, tutta quella gente conosciuta un attimo per strada, visti un attimo solamente, ma quanto basta per essere ricordati sulla carta.

 

Kerouac non era solo un uomo, prima di questo era uno scrittore. E non era solo uno scrittore, prima di tutto era un poeta. Che piaccia o no, sarà da vedere se questi progetti manterranno nelle immagini una certa poesia…

 

fonte: Deadline

 

Davide Tomaselli