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Spenser Confidential, Peter Berg dirige un action thriller di solida fattura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:28
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Dopo Red Zone, il regista e attore Peter Berg è tornato, questa volta su Netflix, con Spenser Confidential, un action-thriller di solida fattura

Spenser Confidential

Scontati cinque anni di carcere per aver aggredito un alto ufficiale, l’ex poliziotto Spenser (Mark Walhberg) si riappropria della libertà, cercando di riprendere il filo della sua esistenza e, così, rifarsi una nuova vita. Nel giorno della sua scarcerazione, il capitano Boylan (Michael Gaston), il superiore aggredito da Spenser, viene barbaramente ucciso. Il primo sospettato è proprio l’ex agente di polizia ma, dopo non molto, l’omicida viene riconosciuto in un suo collega, apparentemente suicidatosi dopo aver commesso il delitto. Non convinto dalla versione ufficializzata dalla polizia di Boston e dai media, Spenser inizia una indagine privata, aiutato dal suo mentore, affittuario e datore di lavoro Henry (Alan Arkin), dall’ascetico compagno di stanza Hawk (Winston Duke) e da Cissy (Iliza Shlesinger), la sua nevrotica ex ragazza.

In origine furono il 48 ore di Walter Hill e l’Arma letale di Richard Donner, rispettivamente nei lontani 1982 e 1987 a rodare e, così, consolidare la coppia d’azione di protagonisti formata da un bianco e da un nero. Sbirri o civili, non fa la differenza poiché, i risultati, sono stati ottimi sia in ambito di script sia a livello di entertainment. Una scelta narrativa, questa, replicata più volte al cinema e che, negli anni Novanta, ha raggiunto il massimo del suo apice nel duo Willis-Jackson in Die Hard – Duri a morire, terzo capitolo del franchise iniziato nel 1988 con Trappola di cristallo. Questa lectio, di certo, non è sfuggita a Peter Berg, un regista che, negli ultimi quindici anni, è riuscito a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nel panorama cinematografico del genere action.

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Adattamento del romanzo Wonderland di Ace Atkins, Spenser Confidential (2020) è l’undicesimo lungometraggio firmato da Berg nonché la quinta collaborazione tra il regista di Cose molto cattive e The Kingdom e l’attore Mark Wahlberg che, dopo Lone Survivor, Deep Water, Boston – Caccia all’uomo e Red Zone ha consolidato un sodalizio artistico diventando, così, l’attore-feticcio di Berg.

Forte di una sceneggiatura ben scritta e di un comparto tecnico di prim’ordine, Spenser Confidential è una amalgama, un riuscito ed esplosivo mix di generi come l’action, il thriller, il poliziesco, il buddy movie senza dimenticare un pizzico di commedia che, nel susseguirsi della trama, di certo non guasta.

Spenser Confidential: un action granitico tra botte da orbi, umorismo nero e testosterone

Spenser Confidential

Alternando momenti di tensione ad altri decisamente più leggeri, Berg dissemina Spenser Confidential di scoppi di violenza brutale, introspezione e battute al vetriolo che donano alla sua nuova opera un sapore grottesco che, a conti fatti, non stona bensì si rivela essere un valore aggiunto a un film che, nel suo insieme, trasuda una certa atmosfera pulp.

Merito di un cast altamente funzionale capitanato dal sempre bravo Mark Walhberg che, qui, non fa rimpiangere le varie icone dell’action granitico e al testosterone come Stallone, Willis, Schwarzenegger e Gibson legate, indissolubilmente, a dei veri e propri cult degli anni Ottanta e Novanta, Spenser Confidential è l’ennesima prova della maestria di Peter Berg di padroneggiare uno di quei generi altamente corteggiati dall’industria cinematografica.

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Tra scazzottate, dialoghi conditi con buone dosi di black humour, pedinamenti, flashback e l’immancabile resa dei conti finale dal sapore a metà strada tra il western e il revenge movie, Spenser Confidential è il titolo ideale per lo spettatore amante del ed esperto nel genere nonché per quello più smaliziato e – magari – neofita: due categorie che, difficilmente, avranno da ridire davanti un’opera filmica solida e priva di qualsivoglia momento di noia o fallacia narrativa.