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Giorgio Ambrosoli – Il prezzo del coraggio, Claudio Castrogiovanni ESCLUSIVA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28
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Stasera in tv su Rai 1 andrà in onda Giorgio Ambrosoli – Il prezzo del coraggio, docufiction che ripercorre la storia e l’assassinio “dell’eroe borghese”.

Giorgio Ambrosoli docufiction
Alessio Boni (Giorgio Ambrosoli) e Claudio Castrogiovanni (Silvio Novembre) protagonisti di Giorgio Ambrosoli, la docufiction

La vicenda di Ambrosoli, interpretato da Alessio Boni, è rappresentata dal punto di vista del suo più stretto collaboratore, il maresciallo Silvio Novembre, interpretato da Claudio Castrogiovanni.

La docufiction Giorgio Ambrosoli – Il prezzo del coraggio, Claudio Castrogiovanni ESCLUSIVA

-Quanto conosceva di questa vicenda prima di iniziare a girare?

Quelli erano tempi pesanti, basti pensare che l’anno prima c’era stato l’omicidio di Aldo Moro e le Brigate Rosse Impazzavano. Quando ho iniziato a studiare quel periodo, leggendo libri e guardando le poche interviste esistenti, mi sono reso conto che ne sapevo davvero poco.

-Avete avuto modo di conoscere le famiglie dei personaggi coinvolti durante le riprese?

Durante le riprese io no ma ho avuto modo di conoscere la famiglia di Silvio Novembre durante la conferenza stampa di lunedì ed è stato davvero un incontro emozionante. Ho avuto modo di conoscere in questa occasione anche la famiglia di Ambrosoli, Francesca, Umberto e la moglie Anna Lori, che Alessio aveva incontrato precedentemente.

-Cosa ci può dire del suo personaggio?

Credo che sia un eroe, anche lui, che non è mai venuto meno ai suoi principi etici verso il bene dello Stato di cui era servitore. Mi interessa porre l’accento su questo interesse al benessere collettivo piuttosto che a quello personale, che merita grande riverenza. Lui e soprattutto Giorgio Ambrosoli sono stati fin dall’inizio sottoposti a continue seduzioni per prendere la scorciatoia più breve e non hanno mai ceduto, pur sapendo entrambi con certezza quali fossero le conseguenze.

-Com’è stato per lei emotivamente interpretare questo personaggio, che fa parte della storia recente italiana?

La prima volta che ho letto la sceneggiatura mi sono commosso. Ho trovato perfetta la scelta di questa sceneggiatura, di Laura Colella, Pietro Calderoni e Ivan Russo, di rappresentare Silvio Novembre in quanto amico e uomo che ha vissuto strettamente con Giorgio Ambrosoli il suo ultimo periodo di vita. Dai materiali video su di lui la prima cosa che viene fuori è la sua grande dignità. Poi, da alcuni dettagli quali l’essersi infastidito il giorno della morte di Ambrosoli contro il magistrato di turno che rallentava l’autopsia o che il giorno del funerale avesse pensato di abbandonare la Guardia di Finanza, perché reputava che lo Stato avesse abbandonato un suo figlio, ho notato in lui una vena sanguigna molto simile alla mia. Lavorare con dei personaggi storici è una cosa che mi capita spesso e adoro fare ricerca, mi sono informato molto dal punto di vista storico e oltre alle interviste ho letto anche il libro di Umberto Ambrosoli. Oltre questo però, per quanto mi piaccia, c’è tutto un lavoro importante sull’emotività del personaggio ed è incredibile quanto il personaggio privato sia distinto da quello pubblico. In conferenza stampa si è parlato di come Ambrosoli, che nelle interviste era sempre un personaggio molto austero, in famiglia invece era un burlone. Non avendo parlato con la famiglia io per Silvio Novembre ho immaginato la profonda emotività che ho intravisto. Con il regista Alessandro Celli abbiamo fatto un lavoro puntiglioso e chirurgico, una cosa rara in lavori recenti dati i tempi tecnici. Con Alessio Boni abbiamo fatto un vero miracolo credo: non ci conoscevamo eppure dalla prima lettura sul set abbiamo capito come lavorare uno con l’altro in sinergia. Prima della costruzione del personaggio per me questo tipo di ascolto tra le persone con cui si lavora è meraviglioso.

-E in qualche modo questa sintonia la percepisce anche lo spettatore…

Speriamo (ride, ndr).

-Dove la vedremo prossimamente?

Ho girato Il silenzio dell’acqua 2 per Canale 5 ed è da poco uscito al cinema Gli uomini d’oro. A marzo uscirà invece Paradise, distribuito da Fandango, che è stato al Busan International Film Festival e al Torino Film Festival. In questi giorni poi inizio le riprese di un’opera prima per il cinema, Regina, di Alessandro Grande, che con un suo corto ha vinto il David di Donatello ed è stato candidato all’Oscar.

Teresa Franco