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Titanic, personaggi veri e fittizi, i veri eroi della tragedia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:51
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Titanic, la storia è piena di eroi, nonchè di personaggi veri e non. Alcune storie narrate nell’omonimo film sono vere, ma interpretate da altre persone

Titanic, stasera andrà in onda la seconda parte del colossal di James Cameron.

L’appuntamento è per tutti i telespettatori su canale 5 in prima serata.

Titanic, personaggi veri e non

Titanic, si sa, alcuni personaggi sono reali, atri spudoratamente inventati. Alcune storie poi, sono vere eppure interpretate da altri personaggi. La produzione infatti sapeva di alcune leggente sull’affondamento del transatlantico, ma nessuno sapeva davvero chi ne fossero stati i protagonisti.

Cominciamo dai principali, Jack e Rose. Ovviamente sono frutto della fantasia del regista, ma la loro avventura guiderà nel film lo spettatore fin verso i segreti mai rivelati sull’affondamento.

Altri personaggi mai esistiti sono la madre di Rose, Ruth, il fidanzato Caledon Hockley e ovviamente il signor Lovejoy, Fabrizio e Tommy.

Tra i personaggi veri spiccano il cuoco, che riuscì a salvarsi proprio grazie al “vizio” di bere, i protagonisti dell’orchestra, l’ufficiale Murdok, il signor Ismay, ritenuto al processo responsabile dell’affondamento del Titanic e ovviamente il capitano.

I veri eroi della storia

Dalla storia si è venuto a sapere che molte persone della terza classe non vennero mai fatte salire alle scialuppe, ma non si conosce bene la dinamica ne della morte del capitano, che affondò insieme alla sua nave, ne di quella dell’ufficiale Murdock. Nel film infatti si suicida, ma le cose non sono andate veramente così.

Si sa dai racconti dei sopravvissuti, però, che alcuni personaggi hanno davvero sparato sulla folla. In ultimo, degni di nota sono l’inaffondabile Molly Brown, che divenne la “capitana” della scialuppa numero 6, l’orchestra che davvero suonò fino alla fine e alcuni tecnici che fecero di tutto per far restare accese il più possibile le luci sul Titanic.

Ovviamente questi ultimi lanciarono sos fino a quando non divenne impossibile e fecero di tutto per evitare ulteriore panico e, conseguentemente, altre morti.