Home News René Favaloro doodle Google, Achille Pasquè: “È un dovere ricordarlo”

René Favaloro doodle Google, Achille Pasquè: “È un dovere ricordarlo”

René Favaloro ha inventato il bypass e Achille Pasquè, grande luminare della cardiochirurgia, ha espresso la sua opinione in esclusiva ai nostri microfoni.

rené favaloro

Google non poteva non omaggiare René Favaloro con il suo famoso doodle. Oggi è la ricorrenza della nascita del cardiochirurgo che ha rivoluzionato la medicina con l’invenzione del bypass.

Achille Pasquè, ex direttore sanitario Iclas di Rapallo, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Youmovies in cui dedica qualche parola sul famoso cardiochirurgo e offre uno sguardo sulla situazione italiana nel mondo della ricerca scientifica.

René Favaloro, omaggio all’inventore del bypass di Achille Pasquè

Achille Pasquè è un grande luminare della medicina, il quale dopo aver affiancato Gaetano Azzolina è diventato direttore sanitario Iclas di Rapallo.

Lui stesso ha vissuto gli anni in cui René Favaloro ha inventato il bypass e ai microfoni di Youmovies ha rilasciato un’intervista su questo evento rivoluzionario.

Quest’oggi si celebra il giorno di nascita di René Favaloro, conosciuto per essere l’inventore del bypass. Vorrei chiederle una sua spiegazione di cosa sia il bypass per coloro che non conoscono a fondo la medicina.

Il bypass è quel sistema artificiale per ridare perfusione sanguigna alla parte del cuore che per qualche ragione di malattia artesclerotica ha delle coronarie che hanno avuto dei restringimenti e non consentono al muscolo cardiaco di essere irrorato con la quantità di sangue necessaria. Quindi il muscolo va incontro a una ischemia.

Si può dire sia uno strumento rivoluzionario…

Sì, ricordo molto bene che ero un neolaureato e che era la grande novità del momento. Io in quegli anni, insieme ad Azzolina, facevo la cardiochirurgia dei bambini. Ne eravamo perfettamente a conoscenza. Ricordare Favaloro è un dovere perché si deve sapere cosa hanno fatto i nostri antenati che hanno avuto il coraggio, la competenza e la preparazione culturale per fare quello che hanno fatto.

Favaloro si è suicidato nel 2000 in un’epoca in cui l’Argentina stava vivendo una forte crisi economica che si è abbattuta anche sulla sua ricerca scientifica e si pensa che l’abbia fatto per questo motivo. Un po’ sorprende, perché è opinione comune che la ricerca scientifica goda di un certo rispetto, dalla sua grande esperienza è ancora sottovalutata? Dove si sta andando?

La ricerca scientifica è la base assoluta per andare avanti. Purtroppo, in particolare in Italia, ha il cattivo vezzo di essere gestita anche in senso politico. Questa è una grande vergogna, perché i soldi vanno a chi ha peso politico. Ci sono ragazzi notevoli che però non hanno l’aggancio giusto e se ne vanno all’estero.

La ringrazio, mi ha dato degli ottimi spunti di riflessione…

Non avevo una famiglia che mi potesse sorreggere. Quando ero assistente all’Università di Torino per mantenermi facevo lezione ai maturandi. Durante il giorno assistevo la cattedra, poi dalle 20 alle 22 facevo lezione a uno studente e dalle 22 alle 24 a un altro. È follia pensare che le cose devono andare avanti così. Non è vero che siamo il paese più povero del mondo, ma più mafiosamente organizzato. Sono arrivato dove volevo arrivare. Ho fatto fatica e quando mi hanno messo i bastoni tra le ruote me ne sono andato. In ospedale diventi operativo dopo sei anni sotto il tuo primario, ma quando sei maturo per andare avanti ti buttano fuori perché arriva un altro. Il mio grande maestro è stato Gaetano Azzolina che ha inventato il concetto di malasanità.