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Mia Martini: come è morta, “Io sono Mia”, funerale e le dicerie sul suo conto

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Una voce unica, struggente, quella di Mia Martini un’artista a tutto tondo che nel corso della sua carriera ha interpretato brani in diversi dialetti e lingue: dal veneto al napoletano, passando per il suo dialetto madre, il calabrese. Ha cantato poi in inglese, spagnolo, greco, tedesco, francese e portoghese.

Ghettizzata dal mono dello spettacolo per la presunta, quanto assurda, etichetta di portatrice di sfiga che le venne affibbiata. L’indole di iettatrice fu attribuita a Mimì a causa di un incidente stradale avvenuto nel 1971, nel quale persero la vita due suoi musicisti. Da quel momento in poi ogni minimo intoppo in corso di spettacolo veniva attribuito alla presenza di Mia Martini. Una maldicenza che portò l’artista ad una grave depressione.

Mia Martini come è morta, Io sono Mia, funerale e molto altro

Questa sera andrà in onda su Rai 1 alle 21,20 il film biografico Io sono Mia, sulla vita dell’indimenticabile artista Mia Martini, interpretata nella pellicola da Serena Rossi.

Mia Martini: come è morta, “Io sono Mia”, funerale e molto altro

Mia Martini è stata un’artista indimenticabile del panorama musicale italiano, cantante e cantautrice viene tutt’oggi considerata una delle voci femminili più belle ed espressive che a la musica leggera italiana abbia mai avuto. Le sue performance da brividi sono tutte caratterizzate dalla sua forte intensità interpretativa accompagnata da un’innata classe.

Una voce riconoscibile e indimenticabile per la sua potenza e l’impatto motivo, capace di interpretare il meglio della musica internazionale e italiana. Per lei hanno scritto alcuni dei più grandi parolieri del panorama musicale italiano e non solo. Tra questi l’amico Franco Califano, Mogol, Battisti, Fabrizio De André, Tozzi e molti altri.

La vita di Mimì è stata tutt’altro che facile,a cominciare dall’infanzia in provincia di Reggio Calabria. Tuttavia questo non ha impedito alla cantante di avvicinarsi alla musica, il suo più grande rifugio. Muove i primi passi nel corso di veste di paese e all’interno delle balere prima di giungere insieme alla madre a Milano, nel 1962, alla ricerca di un contratto discografico.

Il successo

Mia Martini, sorella dell’energica Loredana Berté, trova a Milano la sua occasione grazie a Carlo Alberto Rossi, che la lancia come ragazza yè-yè sotto il nome di Mimì Berté. La sua vera occasione l’avrà però nel 1971 quando lo storico locale romano Piper la contattata per una serata. Si fa immediatamente notale dal proprietario, nonché ctalent scout, Alberigo Crocetta e nel novembre dello stesso anno Mia esce con il suo primo album Oltre la collina.

Nel ’72 vince il Festivalbar con il brano Piccolo Uomo, al quale seguono incredibili successi come Minuetto, scritta per lei da Califano. A seguito di un’operazione alle corde vocali il suo tono di voce diviene più roco, ma ciò non le impedisce di vincere il Premio della critica a Sanremo nel 1982.

Nel frattempo però si infervorano le voci sul suo conto, che la accusano di portare sfortuna. La situazione precipita al punto che Mia Martini si vede annullare numerosi eventi, tanto da ritirarsi dalla scene. Nel periodo di depressione che ne seguì venne assistita dalla sorella Leda.

La morte

Mia Martini resta fuori dalle scene fino al 1989 quando Renato Zero, suo grande amico,  convince il direttore artistico di Sanremo a farla partecipare alla kermesse. Qui Mia si presenta con il brano Almeno tu nell’universo, grazie al quale vince nuovamente il premio della critica. Nel 1993 si riavvicina alla sorella Loredana e insieme interpretano al Festival di Sanremo Stiamo come stiamo. Il brano non ha però il successo sperato.

Mia Martini, all’età di 47 anni, il 14 maggio 1995 viene ritrovata morta nel suo appartamento. Secondo la procura di Busto Arsizio a stroncare la cantante  fu un arresto cardiaco, causato dall’abuso di stupefacenti. Ai suoi funerali parteciparono circa quattromila persone, presenti anche personaggi dello spettacolo e attori.