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Intervista esclusiva all’attrice Damiana Fiammenghi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:25

Oggi abbiamo intervistato Damiana Fiammenghi! Ecco le sue parole:

Cosa fai ora? Aggiornaci sul tuo momento lavorativo…
Ci sono diversi progetti in cantiere. In questo momento sto lavorando a Swan diretto da Daniele Misischia dove sarò protagonista, per ora solo un cortometraggio che col tempo diventerà un lungometraggio indipendente dai toni thriller e fantascientifici.
Sarò, inoltre, tra i protagonisti del film di Roy Geraci L’amore non crolla mai, prima opera di fiction sul terremoto de L’Aquila, in cui interpreterò una studentessa del posto.
E’ un progetto a cui tengo in particolar modo essendo figlia di padre romano e madre abruzzese. Sento l’Abruzzo, che vivo moltissimo, come la mia terra, forse anche più di Roma.
In pentola bolle anche altro che spazia tra teatro, tv e radio ma non dico oltre, per scaramanzia..

La crisi c’è anche nel mondo dello spettacolo. Come la percepite voi addetti ai lavori?
La crisi si sente ovunque, in qualsiasi campo, e anche per il cinema italiano è un momento difficile in cui si deve lottare più di altri momenti e tenere duro. Bisogna avere pazienza. Credo che oggi per lottare contro la crisi bisognerebbe reinventarsi.

Quali sono i film che hai visto di recente? E quali ti hanno stupito?
Dunque, ultimamente al cinema ho visto Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek, Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone, Millennium: Uomini che odiano le donne di David Fincher e Benvenuti al Nord di Luca Miniero ma ne ho persi moltissimi che avrei voluto vedere come The Iron Lady di Phyllida Lloyd, Hugo Cabret di Martin Scorsese e Cesare deve Morire di Paolo e Vittorio Taviani. Mi è molto piaciuto il film di Ozpetek ma non posso dire di essere stupita perché i suoi film mi piacciono sempre. Ho apprezzato tantissimo invece Millennium e qui posso davvero dirmi stupita in quanto avevo provato a vedere la versione svedese, la prima, di questo film e non ero riuscita ad andare oltre i venti minuti, era molto, troppo lento, invece Fincher è riuscito a renderlo davvero avvincente e coinvolgente.

Come ti vedi tra dieci anni?
Tra dieci anni? Mi immagino con una bellissima famiglia, con un marito che adoro e due o tre bambini. Magari sarò una brava attrice (lo spero!!), magari no.. lo scopriremo solo vivendo. Comunque la cosa più importante è la famiglia, credo che risieda qui il senso della vita e l’eternità.

Come vedi il nostro cinema tra dieci anni?
Spero di rivedere il nostro cinema nuovamente florido, che offra ottimi prodotti come una volta, credo sia la speranza di tutti.

C’è ancora speranza per il nostro paese?
Ma certo! La speranza non deve spegnersi mai! Bisognerebbe ripartire dalla cultura, un paese senza cultura è un paese morto, senza futuro.