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Le vite dei registi: Vittorio De Sica, l’uomo che ha ‘inventato’ il Neorealismo

VITTORIO DE SICA

Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica.

(Sora 7/07/1901—Neuville-Sur-Seine 13/11/1974)

Attore,  regista, sceneggiatore. Figura imponente nel cinema italiano e mondiale, è considerato uno dei padri del Neorealismo oltre che grande interprete e regista della Commedia all’ Italiana.Vittorio De Sica figlio di Umberto (nato a Cagliari) e di Teresa Manfredi (nata a Napoli). Il padre Umberto impiegato della Banca d’ Italia, collaborò con lo pseudonimo di CASIDE ad un mensile locale “La voce di Liri” pubblicato dal 1909 al 1915. Vittorio aveva con il padre un rapporto molto stretto, a Lui dedicò il Film ‘ Umberto D’. La sua famiglia viveva in –Tragica,  Aristocratica, Povertà- Si trasferirono dapprima a Napoli, poi con lo scoppio della Prima Guerra Mondiali a Firenze.
A quindici anni si esibiva come attore dilettante in piccoli spettacoli organizzati per i militari ricoverati. In seguito si trasferirono a Roma definitivamente.

GLI INIZI A TEATRO
Durante gli anni di studio (studiava ragioneria) ottiene un piccolo ruolo in un Film Muto, diretto da Giancarlo Saccon ‘Il Processo Clemenceau’ nel 1917. Di lì a poco  quello che era solo una piccola passione, si trasformò in una delle carriere più spettacolari del mondo.
1923- Scrittura teatrale come attore generico, nella compagnia di Tatania Paulova.
1925- Secondo attore brillante, nella compagnia di Italia Almirante.
1927- Secondo attore giovane, nella compagnia di Luigi Almirante,Sergio Tofano e Giuditta Rissone 1930-Primo attore, viene notato da Mario Mattòli, titolare della Compagnia Teatrale ZA-BUM (primo esperimento italiano teatrale di mescolare gli attori Comici del Varietà a quelli Drammatici della Prosa).Affiancato a Umberto Melnati formò una coppia comica di rilievo per l’epoca, con Gag e Sketch radiofonici che li resero celebri a livello nazionale.
1933-Fondò insieme a Giuditta Rissone e Sergio Tofano una propria compagnia.
1944-Nell’immediato dopoguerra, cominciò ad essere celebre come Regista Cinematografico. Insieme a Vivi Gioi e Paolo Stoppa, portarono in scena drammi di pregevole valore ‘Catene’ di Logdon Martin.
1945-47- Partecipò a due spettacoli diretti da Alessandro Blasetti ‘Il tempo e la famiglia Conway’ di J. Boynton Priestley e ‘Non è una cosa seria’ di Luigi Pirandello.
1946-47- Luchino Visconti  insieme a Vivi Gioi e a Nino Besozzi nello spettacolo ‘Il Matrimonio di Figaro’ di Beaumarchais, e alla rivista  ‘Ha ci risiamo’ di Oreste  Biancoli.
1948-49- Diretto da Mario Chiari si esibì in ‘I giorni della vita’ di William Saroyan e ‘Il magnifico cornuto’ di Fernand Crommelyck. Quella fu l’ultima apparizione in palcoscenico di Vittorio, non vi fece più ritorno perché assorbito interamente al cinema e dagli impegni televisivi. Si stima che Vittorio De Sica tra il 1923 e il 1949 prese parte, tra commedie, spettacoli di rivista e drammi di prosa a oltre 120 rappresentazioni.
ATTORE CINEMATOGRAFICODopo altre due partecipazioni a Film Muti sotto la direzione di Mario Almirante, divenne uno dei divi più richiesti alla pari con Amedeo Nazzari, Gino Cervi e Fosco Giachetti.Dal 1932 interpreta molte commedie gradevoli con Lia Franca, Assia Norris tutte sotto la regia di Mario Camerini. Una delle più famose ‘Gli uomini che mascalzoni’ in cui lancia la canzone ‘Parlami d’amore Mariù’ che lo seguirà per il resto della carriera. Nel 1935 l’incontro con Cesare Zavattini, la sua attività di regista era molto prestigiosa, non smise mai di recitare, si contano un centinaio di pellicole anche interpretando brevi ruoli ma di elevato spessore. Nel 1948  vinse il Nastro d’Argento, e ottenne numerosi premi negli anni successivi in diversi festival. Negli anni 50’ diretto da Alessandro Blasetti ottenne uno straordinario successo di pubblico al fianco di Gina Lollobrigida ‘Altri Tempi’ e nell’episodio ‘Il professore’ dove interpretava la parte di un avvocato in difesa di una popolana in quell’occasione inventò il termine “Maggiorata Fisica”Nel 1953 con ‘Pane amore e fantasia’ al fianco di Marisa Merlin, era l’esuberante Maresciallo innamorato  dell’ostetrica Marisa Merlin. Il film avrà tre sequel, ‘Pane, amore e gelosia’ ‘Pane, amore e…..’ ‘Pane, amore e Andalusia’.    Nel 1961 fu memorabile con Totò ne ‘I due Marescialli’, ebbe anche un ottimo rapporto con Alberto Sordi che lanciò nel 1961 con ‘ Mamma mia che impressione’, con A. Sordi Vittorio recitò in diversi Film,  ‘Il conte Max’ (57’), ‘Il moralista’(59), ‘Il vigile’(60), il risultato massimo l’ebbe nel film del 1957 ‘Un italiano in America’ diretto dallo stesso Sordi ma sottovalutato dalla critica, in questo film Vittorio De Sica  interpreta uno squattrinato emigrato negli USA, che sfruttando una trasmissione televisiva incontra il figlio che non vedeva da anni.Anche drammaticamente Vittorio De Sica era molto intenso, ne dà la prova interpretando nel 59’ ‘Il Generale della Rovere’di Roberto Rossellini o nel remake di ‘Addio alle armi’(57’) di John Huston e Charles Vidor .DE SICA REGISTANel 1939 il suo esordio dietro la macchina da presa il Produttore, Giuseppe Amato, lo fece debuttare nella commedia ‘Rose scarlatte’, fino il 1942 come regista non si allontana mai dalle commedie garbate simili a quelle di Mario Camerini, ricordiamo  nel 1940 ‘Maddalena…zero in condotta’, nel 1941 ‘Teresa Venerdì’. Nel 1943 con Cesare Zavattini inizia ad esplorare le tematiche Neorealistiche, ‘I bambini ci guardano’,(tratto dal Pricò di Giulio Cesare Viola). Dopo ‘La porta del cielo’del 44’ Vittorio De Sica firma quattro grandi  capolavori,’ Sciuscià’ del 46’,’ Ladri di biciclette’ del 48’, ‘Miracolo a Milano’ del 51’, ‘Umberto D’ del 52’ pietre miliari del Neorealismo Cinematografico Italiano, i primi due vincono l’Oscar come miglior film straniero, e il Nastro d’Argento come miglior regista. Dopo questi quattro capolavori il regista firmò opere molto importanti, ‘L’oro di Napoli’ 54’, ‘Il tetto’ 55’ che firmò il suo addio al Neorealismo. Nel 1960  ‘La ciociara’ tratto dal romanzo di Alberto Moravia interpretato magistralmente da Sophia Loren la quale vinse tutti i premi Nastro d’Argento, David di Donatello, Palma d’Oro a Cannes, e l’Oscar come miglior attrice. Con la Loren lavorò in altre pellicole: ‘Boccaccio 70’ nel 62’, ‘Ieri, oggi e domani’ nel 63’, suo terzo Oscar.
Nel 1964 da ‘Filumena Marturano’di Eduardo de Filippo nasce ‘Matrimonio all’italiana’, nel 70’ ‘ I girasoli’ e sempre nel 70’ ottenne il 4° Oscar con ‘Il giardino di Finzi Contini’, trasposizione del romanzo di Giorgio Bassani, storia drammatica della persecuzione di una famiglia ferrarese durante il Fascismo, con quest’opera vinse anche l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Nel 1971 l’ultimo film diretto da Vittorio De Sica prima della sua morte, tratto da una novella di Luigi Pirandello ‘Il viaggio’ interpretato da una bellissima Sophia Loren ed un affascinante Richard Burton.
LA CANZONE NAPOLETANA

Nel 1911 per nascondere una vendita di fichi (all’epoca era vietato mangiarne), facendo da palo durante la trattativa, vide due carabinieri così iniziò a cantare intonando “Torna a Surriento” ai militi piacque molto e lo invitarono a continuare, lui allora interpretò il repertorio napoletano a lui noto e i fichi furono salvi.Durante la sua splendida carriera di attore e regista si cimentò con successo anche quella di cantante, incidendo numerose versioni dei classici napoletani, anche se ritenuto troppo moderno per i gusti dell’epoca, fu bocciato da Ernesto Murolo che lo definì per la sua magrezza “Pare miezo tisico” “tiene nu filo e voce”, fu invece molto apprezzato da Enzo Lucio Murolo l’inventore della sceneggiata. Altri parlarono in suo favore,Dino Falconi autore di riviste disse di lui “Vittorio De Sica canta come soltanto un napoletano può fare”. Nella maturità incise “Signorinella”, duettò con Mina in TV “Amarsi quando piove”. Dedicò un album a Salvatore Digiacomo, Ernesto Murolo, Galdieri, in cui interpretava canzoni e recitava poesie. Nel 1968 come autore partecipò a un Festival di Napoli con la canzone “Dimme che tuorna a mme” musicata dal figlio Manuel e cantata da Nuzio Gallo e Luciano Tomei, ma non entrò in finale.Uno dei suoi desideri era di prendere una casa a Posillipo perché lui diceva sempre che “nu cafone e fora” come lui si definiva poteva amare Napoli più di un napoletano. Nel 71’ incise il suo ultimo album, “De Sica anni 30” arrangiato dal figlio Manuel.DE SICA IN TELEVISIONEMolto presente anche sul piccolo schermo anche se non lo amava particolarmente. Partecipò a molte trasmissioni televisive, negli Stati Uniti e in Italia, in programmi leggeri come:
1960  Il Musichiere
1965  Studio Uno
1966  Colonna Sonora
1967  Delia Scala Story
1969  Stasera Gina Lollobrigida
1970  Canzonissima
1971  Canzonissima
1972  Adesso Musica
Nonché nel ruolo di giudice nello sceneggiato ‘Le avventure di Pinocchio’ di Luigi Comencini. Nel 71’ diresse due documentari. Molti uomini di cultura dedicarono a Vittorio De Sica diversi documentari.

DE SICA VITA PRIVATA

Dopo il cinema a cui aveva dedicato la vita come attore, regista sceneggiatore, interprete e autore di canzoni, l’altra grande passione di Vittorio era il gioco, spesso perdeva delle somme notevoli e forse per questo partecipava a pellicole minori non alla sua altezza. Passione che non nascose mai, anzi, molto autoironico si cimentò in personaggi che mettevano a nudo questa sua passione,  ‘Il Conte Max’, ‘L’Oro di Napoli’.                                                   Uomo dal fascino irresistibile nel1937 sposò l’attrice Giuditta Risone dalla quale ebbe la sua prima e unica figlia femmina Emilia.Nel 1942 conobbe l’attrice catalana Maria Mercader (sorella dell’assassino di Trotsky, Ramon Mercader) sul set del film ‘Un Garibaldino a Convento’. Dopo il divorzio dalla prima moglie, ottenuto  in Messico nel 54’ sposò con un primo matrimonio nel 59’ Maria Mercader che gli aveva già dato un figlio nel 49’ Manuel (musicista), l’unione fu ritenuta nulla per lo stato italiano così nel 68’ ottenuta la cittadinanza francese risposò Maria Mercader a Parigi, dalla quale anni prima nel 51’ ebbe il secondo figlio Cristian che seguirà le orme del padre come attore e regista.Non rinunciò mai però alla prima famiglia tanto che avviò un menage  doppio fatto di doppi pranzi, di doppie feste, creando in lui una situazione non poco stressante. La prima moglie accetto tutto questo per amore della figlia per non toglierle mai la figura paterna. Vittorio De Sica si spense a l’età di 73 anni dopo un intervento chirurgico per debellare una forma di tumore. Ettore Scola gli dedicò il suo capolavoro ‘C’eravamo tanto amati’. Anna Morri e Mario Canale gli dedicarono un documentario ‘Vittorio D’ presentato a Venezia alla Mostra Internazionale del Cinema, trasmesso poi dalla rete televisiva LA7. La salma di Vittorio De Sica riposa nel Cimitero Monumentale del Verano di Roma.

Parisi Roberta