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Cry Macho, le differenze tra il libro di Richard Nash e il film di Clint Eastwood

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Cry Macho Ritorno a casa è l’ultimo film diretto da Clint Eastwood uscito al cinema in Italia lo scorso 2 dicembre e in grado di raccogliere grandi complimenti. Andiamo ad analizzare somiglianze e differenze col romanzo.

L’opera infatti è tratta da un noto libro dal titolo omonimo e scritto da N.Richard Nash nel 1975. Quest’ultimo è stato anche autore della sceneggiatura al fianco di Nick Schenk.

Cry Macho
Cry Macho

Dobbiamo ringraziare le edizioni Libreria pienogiorno per aver portato nel nostro paese la traduzione di uno splendido romanzo per cui si è aspettato quasi 50 anni per averne una copia in italiano e che non può che essere considerato un vero capolavoro.

Clint Eastwood ha il potere di riportare il romanzo in auge dopo che in passato il film era stato già riadattato diverse volte senza grandi successi. Il protagonista Milo prima di essere interpretato dal re del western all’italiana era stato condotto sul palco da gente come Burt Lancaster, Arnold Schwarzenegger e Pierce Brosnan mica nomi a caso.

Nonostante questo quello che più si avvicina all’originale del romanzo è un Clint Eastwood che continua a fare il suo cinema ormai alle soglie dei cento anni, a maggio ne ha fatti 92. Lo fa con la solita mano ferma di chi conosce il cinema e sa come attrarre lo spettatore dalla sua parte.

Cry Macho, differenze tra film e libro

Ma quali sono le differenze tra il film Cry Macho e il romanzo omonimo? Sostanzialmente sono molte più le cose simili con un Milo straordinario protagonista in grado di raccontare le sue emozioni di fronte a un pubblico straordinario.

La storia narra le vicende di un’ex stella del rodeo che decide di accettare un lavoro particolarmente spinoso e cioè quello di riportare a casa dal Messico un ragazzo molto giovane. La coppia affronterà un viaggio molto più impegnativo di quello che si potrà pensare durante il quale l’anziano uomo insegnerà al giovane molte cose importanti della vita.

Sostanzialmente il film ripercorre le stesse tappe del romanzo anche se, come è ovvio che sia, andando meno a fondo di numerosi discorsi. Lo fa con partecipazione emotiva, riuscendo ad arrivare al cuore del pubblico attraverso immagini forti e commoventi.

Il libro è pieno di spunti interessanti e colpisce al cuore di un pubblico che è diverso da quello della pellicola e che ha voglia di viaggiare diversamente con la mente. Di fatto il romanzo racconta qualcosa di emozionante che Clint Eastwood è riuscito a tradurre sullo schermo.