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Dario Argento, il maestro dell’horror tornerà al cinema?

Dario Argento è considerato il grande maestro dell’horror e non solo italiano. Stasera sarà ospite del nuovo programma di Serena Dandini “Stati Generali” in onda su Rai 3 a partire dalle 21.20.

Dario Argento
Dario Argento

Il regista sarà protagonista di un lungo monologo sulla paura. Nonostante la sua carriera nel cinema l’uomo si è dimostrato molte volte fragile, sensibile, in grado di far commuovere anche il pubblico con le sue parole. Spesso considerato un uomo pronto a far terrore in realtà è una persona dolcissima e che ha semplicemente portato sullo schermo quelle che sono le paure. Personaggio di grande spessore culturale ha rivoluzionato prima il thriller, facendo nascere il termine thriller all’italiana, per poi passare con Profondo Rosso all’horror.

Dario Argento, una carriera luminosa

La carriera di Dario Argento è luminosa anche se in molti hanno spesso sottolineato l’esistenza di due momenti all’interno del suo percorso cinematografico. Il debutto è sancito da L’uccello dalle piume di cristallo, film del 1970 che apre la trilogia degli animali e che segna una netta rottura col cinema di genere. Gli omicidi sono più efferati e la morte mostrata in ogni suo lato, la musica poi diventa protagonista sulla scena del crimine. Un crescendo che abbiamo visto poi con Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio.

Nel 1973 per un momento Dario Argento si ricorda che il suo grande maestro è stato Sergio Leone e così porta in scena Le cinque giornate, un film storico con protagonista Adriano Celentano. E’ due anni più tardi che compie l’ennesimo passo in avanti della sua filmografia con Profondo Rosso, film che segna il passaggio dal cinema thriller all’horror. E’ così che con Suspiria e Inferno inizia la trilogia delle madri e il lancio del regista nel cinema horror.

Con Tenebre poi Dario si prende delle libertà molto interessanti soprattutto con l’uso della telecamera che si muove all’interno degli ambienti chiusi con delle steady decisamente rivoluzionarie per l’epoca. Una cosa che sarebbe poi stata esaltata dalla regia visionaria di Opera, film del 1987. In mezzo c’è il film antropomorfo Phenomena, viaggio nel mondo degli insetti. Nel 1990 Dario collabora con il grande George Romero dopo che aveva prodotto Zombie nel 1978. I due insieme girano Due occhi diabolici. Nel 1993 inizia per alcuni quella che è la discesa nella seconda parte della carriera con Trauma.

Da qui in poi alcuni film presentano dei punti deboli, anche se c’è da dire che alcune cose sono decisamente rilevanti. La voglia di sperimentare di La Sindrome di Stendhal è straordinaria nonostante non sia un film riuscitissimo. Deludenti sono i film Il fantasma dell’Opera, Non ho sonno, Il cartaio, La terza madre e Giallo. L’ultimo film è un grande salto di qualità con Dracula 3D del 2012 che è un lavoro interessante e molto autoironico. Le cose migliori però le realizza in America quando partecipa al progetto Masters of Horror con Jenifer Istinto Assassino del 2005 e Pelts del 2006.