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Martina Nasoni, cuore: un nuovo intervento per la ragazza (ESCLUSIVA)

Martina Nasoni dovrà presto sottoporsi a un nuovo intervento al cuore: il dott. Achille Pasquè, noto cardiochirurgo, ci ha illustrato quali sono i rischi.

Martina Nasoni OPERAZIONE cuore
Martina Nasoni durante la sua permanenza al GF

Martina Nasoni, vincitrice dell’ultima edizione del “Grande Fratello”, è conosciuta anche come “la ragazza con il cuore di latta”: infatti è lei che ha ispirato Irama con la sua malattia cardiaca, di cui vi avevamo parlato nel nostro articolo Martina Nasoni, malattia: la ragazza col cuore di latta e la cardiomiopatia ipertrofica (ESCLUSIVA).

Martina Nasoni: un cuore “a batteria”

A “Pomeriggio Cinque” ha recentemente dichiarato di doversi presto sottoporre a un nuovo intervento al cuore per farsi sostituire la batteria del dispositivo cardiaco che ha da quando aveva 12 anni. Abbiamo chiesto al dott. Achille Pasquè, luminare della cardiochirurgia, di parlarci di questo tipo di intervento e di quali sono i rischi.

Dottor Pasquè, quanto è pericoloso un intervento per sostituire la batteria al pacemaker?

Dipende da molti fattori. Se c’è solo da cambiare la batteria ma il dispositivo è ancora funzionante l’intervento può essere eseguito in anestesia locale. Se oltre alla batteria, c’è un malfunzionamento del dispositivo quindi un difetto nei cavi di conduzione che dal pacemaker vanno al cuore bisogna sostituire anche quelli.

Inoltre, c’è anche da dire che se è una batteria che è stata messa tanti anni fa, adesso è incompatibile con manovre diagnostiche come la risonanza magnetica quindi si deve mettere una batteria magneto-compatibile in modo tale che si possa usare la risonanza magnetica per la diagnostica di questi pazienti. Se persiste la patologia di base che ha reso necessaria la presenza di una batteria, è indispensabile che la vecchia sia sostituita con una nuova magneto-compatibile.

Invece ci sono pareri discordanti sulla possibilità di fare la risonanza lasciando i vecchi cavi che non sono magneto-compatibili ma non interferiscono più di tanto con la diagnostica nella risonanza magnetica.

Un danno all’attività elettrica del cuore può presentarsi per situazioni intervenute dopo la nascita ma più spesso è una malattia che si accompagna ad altre malformazioni presenti nel paziente.

Infatti Martina Nasone ha dichiarato che anche sua madre e sua nonna soffrono della sua stessa malattia, l’ipertrofia miocardica…

L’ipertrofia miocardica è una patologia complessa che coinvolge un’anomalia strutturale del cuore, e quando l’ipertrofia miocardica è severa potrebbe avere bisogno di un sistema che interrompa il ritmo cardiaco qualora diventasse pericoloso per la vita, cioè per esempio se il cuore accelerasse queste aritmie, cioè dei ritmi anomali, andrebbero interrotte con un defibrillatore cardioverter. Molte persone “profane della medicina” definiscono pacemaker anche il cardioverter, cioè un defibrillatore impiantato, che è un altro strumento sempre a batteria, attualmente anche questo magneto-compatibile.

Anche se la materia è molto più complessa di così, diciamo che ci può essere la necessità di un pacemaker quando il cuore non batte ad una frequenza adeguata o quando il cuore ha un sistema elettrico che non conduce bene; invece se il cuore accelera sconsideratamente, proprio per una questione strutturale presente fin dalla nascita, allora è necessario un cardioverter o defibrillatore.

Ritornando alla domanda iniziale, per quanto riguarda la sostituzione di una batteria di un pacemaker bisogna vedere se il cuore tollera quei 15 minuti circa in assenza del lavoro che la batteria fa per lui e bisogna mettere un cavo esterno temporaneo; per quanto riguarda invece un defibrillatore potrebbe non essere necessario mettere un cavo temporaneo per pilotare il cuore mentre si sta sostituendo la batteria perché il tempo necessario dovrebbe essere minore, anche se c’è comunque la possibilità, in assenza di funzionamento del cardioverter per la batteria che è in sostituzione, di fare una cardioversione esterna.

T.F.