Nei giorni scorsi, in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche italiane di Tartarughe ninja – Fuori dall’ombra di Dave Green, abbiamo avuto modo di rispolverare qualche curiosità relativa a Tartarughe ninja alla riscossa di Steve Barron e al suo sequel Tartarughe ninja II – Il segreto di Ooze (parte 1 e parte 2) di Michael Pressman.
Non potevamo quindi fare a meno di andare a curiosare anche su Tartarughe ninja III, diretto nel 1993 dallo Stuart Gillard autore di Paradise e che catapulta Raffaello, Michelangelo, Donatello e Leonardo nel Giappone feudale del 1603.
Il capitolo conclusivo di quella prima trilogia da grande schermo, nonché quello in cui Elias Koteas torna a vestire i panni del vigilante mascherato Casey Jones, curiosamente assente nella pellicola precedente.
Ma anche il capitolo che, oltre a mostrarci i quattro verdognoli protagonisti presi a muoversi sulle note di Tarzan boy dei Baltimora, scinde completamente dal fumetto, assumendo quasi per intero le caratteristiche allegre dei cartoni animati in voga nel periodo della sua uscita.
Scelta che, comunque, ha fatto storcere il naso a critici e fan, nonostante il buon riscontro commerciale. Passò addirittura presso l’edizione 1993 del Fantafestival di Roma.
Questo articolo è stato modificato: 12 Luglio 2016 09:19
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