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Cinema d’autore, in dvd: ‘Come inguaiammo il cinema italiano’ di Ciprì e Maresco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:05
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CINEMA D’AUTORE IN DVD COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO –
Nazione:
Italia
Regia:
Daniele Ciprì; Franco Maresco
Soggetto:
Daniele Ciprì; Franco Maresco
Sceneggiatura:
Daniele Ciprì; Franco Maresco; Claudia Uzzo
Musica:
Salvatore Bonafede
Durata:
100’


Valutazione   * * * ½ / * * * *

 

 

Trama
La vera storia di Franco e Ciccio raccontata attraverso spezzoni; ritratti; interviste e sopralluoghi dalle mani incantate di Daniele Ciprì e Franco Maresco. Un modo diverso di vedere i due comici che hanno fatto ridere tante generazioni.

Recensione
Tanti ci avevano provato prima di Daniele Ciprì e Franco Maresco a parlare di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia attraverso un documentario, pochi c’erano riusciti così. I due registi che spesso si sono cimentati in un cinema pasoliniano e parasurreale qui si adattano all’omaggio verso due artisti di cui sicuramente provano un’immensa stima e un grande affetto. Tanto che proprio nel loro Totò che visse due volte chiesero proprio all’unico rimasto in vita, Ingrassia, di interpretare una particina prima di prendere il suo rifiuto.
Fluido strumento di analisi, il documentario viene destigmatizzato dai miti reconditi del passato, si assiste quindi a un tipo particolare di docu-fiction. Alle immagini e scenette del duo comico si aggiunge una parte indagatrice che va a svagare tutti gli imbrogli segnati dalla critica e ci narra quella che è la vera storia come dice già il titolo.
Senza perderci nei piccoli pettegolezzi che la pellicola ci propone, ci atteniamo a un lavoro di analisi che ha le classiche caratteristiche buffonesche e denigranti della coppia Ciprì e Maresco. La figura del giovane critico è un esilarante sberleffo della critica d’oggi e quella dell’uomo che va sui posti non è da meno. Fantastico Bernardo Bertolucci che dice sapendo il fatto in cui spesso la parodia riesce meglio dell’originale, lui si rifiutò e rifiuta tutt’ora di vedere Ultimo Tango a Zagarolo avendo paura che sia meglio del suo Ultimo Tango a Parigi.
Nel panorama del cinema italiano questi due registi possono relazionarsi come controcorrente ma senza dubbio come un iniezione di novità che fa bene a tutti quelli come noi appassionati per la settima arte.