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Carlo Conti ha rischiato di morire: il racconto drammatico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:34

Carlo Conti ha rischiato di morire, è stato proprio lui nei mesi scorsi ha svela i momenti drammatici che ha passato: ecco chi lo ha salvato.

Carlo Conti
scree Rai Uno

La scorsa settimana ha concluso la nuova stagione di Tale e Quale show che tornerà in onda con la puntata conclusiva dedicata al torneo, in cui faranno ritorno anche dei volti della stagione passata.

Come sempre un grande successo quello che il conduttore continua a riscuotere ma è impossibile per lui e per tutto il suo pubblico non pensare ai momenti drammatici che la vissuto proprio lo scorso anno.

È una disavventura che ti cambia profondamente. Ricordo la paura di poter contagiare mia moglie e mio figlio Matteo” ha ricordato nella sua intervista per Salute Domani, ricordando il Covid.

Carlo Conti ricorda il Covid: “Stava attaccando i polmoni”

Carlo Conti proprio un anno fa stava vivendo una delle esperienza più brutte della sua vita dopo essere risultato positivo al Covid in modo del tutto inaspettato.

Ha sempre ammesso di essere stato molto attento ma a quanto pare le precauzioni non sono bastate e proprio nel periodo in cui era in onda con Tale e Quale show per diverse puntate ha dovuto condurre da casa dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Firenze in cui è stato ricoverato.

“Il virus stava attaccando i polmoni, all’inizio stavo bene. Nel fine settimana però sono peggiorato tanto da dover essere ricoverato all’ospedale Careggi di Firenze. Per fortuna è bastato un po’ di ossigeno e terapie mediche” questo il suo racconto sempre nell’intervista.

Dei momento davvero drammatici in cui però si è trovato a stretto contatto anche con altre persone proprio in ospedale con cui si è sempre dato la forza e che ha continuato a sentire anche dopo le sue dimissioni, diventandone amico.

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Una grande paura che per fortuna ha superato anche per merito delle persone che lo hanno curato che lui non ha mai dimenticato: “il merito è stato di medici e infermieri che, pur lavorando in condizioni disperate, si sono fatti in quattro per tutti noi”.