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Sacco e Vanzetti, 94 anni fa l’ingiusta morte dei due italiani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

Oggi ricorre l’anniversario di Sacco e Vanzetti, i due anarchici che divennero protagonisti nell’omonimo film di Giuliano Montaldo

Sacco e Vanzetti
Fonte foto: Facebook

Oggi ricorre l’anniversario di Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due attivisti e anarchici che morirono a Boston il 23 agosto del 1927. Sacco era un operaio che lavorava in una fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti, conosciuto anche come Tromlin, fece diversi lavori, fino a quando rilevò un carretto per la vendita del pesce da un italiano.

Il duo fu arrestato, processato e condannato a morte con l’accusa dell’omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio Slater and Morrill di South Braintree. Tuttavia, già quando si tenne il processo ai tempi vi furono molti dubbi sulla loro colpevolezza. Ci fu anche una confessione che poteva scagionarli di un detenuto portoghese, noto come Celestino Madeiors, ma che a nulla valse per la loro assoluzione.

Tant’è che la coppia fu giustiziata alla sedia elettrica il 23 agosto del 1927 nel penitenziario di Charlestown a Dedham. 44 anni dopo, il 16 marzo del 1971 uscì nelle sale italiane il film di Giuliano Montaldo Sacco e Vanzetti che riscrisse la storia.

Sacco e Vanzetti, anniversario: il film di Montaldo che riscrisse la storia

La storia di Sacco e Vanzetti ha scritto la storia. La storia di due innocenti uccisi sulla sedia elettrica. Un pezzo di storia che è stato portato al cinema da Giuliano Montaldo il 16 marzo 1971 quando uscì nelle sale italiane, per poi sbarcare anche negli Stati Uniti d’America in ottobre.

Il film fu dedicato a Sacco e Vanzetti, i due anarchici uccisi come innocenti sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel carcere di Boston. Una pellicola che ha contribuito a cambiare il corso della storia.

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Il film divenne un vero e proprio manifesto contro le ingiustizie del mondo grazie alla redenzione e alla riabilitazione dei protagonisti. La pellicola di Montaldo divenne anche celebre per la colonna sonora firmata dal brano di Joan Baez, utilizzato anche per le manifestazioni e le lotte che si combattevano in quegli anni.