Home Cinema Lockdown’s Diary, ESCLUSIVA Federico Ranauro: “Un film sul mio libro?…”

Lockdown’s Diary, ESCLUSIVA Federico Ranauro: “Un film sul mio libro?…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:39

Federico Ranauro ha scritto il libro “Lockdown’s Diary” per Rossini Editore. L’opera racconta il periodo del “tutti chiusi dentro casa” che si è mosso dal marzo al maggio del 2020.

Lockdown's Diary
Lockdown’s Diary

Impossibile non ricordare quel momento anche oggi che è passato un anno e mezzo e che i vaccini ci stiano indirizzando verso la luce in fondo al tunnel. Questo perché sicuramente quel momento storico ci ha toccato, ferito, ci ha fatto star male. La paura, le incertezze sul presente e sul futuro hanno cambiato per sempre il nostro modo di vivere e ragionare. Impossibile non essere cambiati rispetto a quel periodo anche se oggi sicuramente la soluzione è più vicina rispetto a quel terribile periodo.

Federico Ranauro racconta il suo libro

Il lockdown ha cambiato il modo di fruire il cinema, cosa ne pensi tra streaming e tv?

Non sono un grande fan dello streaming. Il classico film cinematografico preferisco vederlo in una sala cinematografica. Vivermi la sala. Faccio fatica a vedere in tv anche i film cinematografici che ripropongono. Questo da spettatore. Dal lato degli addetti ai lavori, è stata una fortuna che durante la pandemia siano potuti uscire dei film fruibili in streaming. Ha dato loro la possibilità di lavorare.

Il tuo libro racconta un periodo difficilissimo, come lo vedresti un libro su questa opera?

Un film sul mio libro? Beh sarebbe molto interessante perché ci sarebbe tanto da raccontare, approfondire. Magari raccontare anche il post-lockdown. Credo che mi divertirei un sacco. Sicuramente sceglierei Ozpetek. Amo il suo modo di raccontare la vita, le storie dei protagonisti dei suoi film. Col mio libro avrebbe un “amore” complicato da raccontare, di quelli che fanno penare lo spettatore. Avrebbe tutte le storie e persone legate a questo rapporto:amici, famiglia. Sarebbe un sogno

A chi lo faresti dirigere?

Sceglierei Ozpetek. Amo i suoi film, amo il suo modo di raccontare le persone e le loro vite.