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“Un sogno chiamato Roma”, ESCLUSIVA Romolo Buffoni: “La mia opera come un film”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:16
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Romolo Buffoni, giornalista de Il Messaggero, ai nostri microfoni in esclusiva per presentare il suo ultimo libro “Un sogno chiamato Roma.”

Finzione e racconto reale si mescolano spesso anche nel cinema, come è nata questa idea?

”Le stagioni calcistiche somigliano a lungometraggi. Non a caso, in sede di racconto, si usa l’espressione ‘film del campionato’. Ci sono una trama, protagonisti, antagonisti, finali lieti e altri disastrosi. A differenza del film cinematografico, però, qui ogni tifoseria vede un film diverso, cioè da diversi punti di vista. E, spesso, i tifosi finiscono dentro al film. Come Riccardo, il protagonista della mia storia, finisce in quello della Roma”

Pensa che da questa opera si possa arrivare a un film?

”Sì, assolutamente. Con le tecnologie odierne è meno complicato riprodurre le scene da stadio, tant’è vero che si stanno moltiplicando film e serie sul calcio che un tempo risultavano vuoti, banali, per l’impossibilità di riprodurre in qualche modo la partita”

totti
Totti (Getty Images)

Impossibile non chiederle qualcosa della nuova serie Sky “Speravo de morì prima”, che ne pensa?

”Che quello striscione geniale apparso allo stadio nel giorno dell’addio di Totti è stato capace di riassumere lo stato d’animo di tutti i romanisti. Fu un funerale a un super eroe che si spogliava del suo splendido costume per prendere posto fra la gente comune. Impossibile non commuoversi e so per certo che è capitato a tanta gente non tifosa della Roma e tantomeno di Totti. La serie la vedrò, sono convinto che sarà divertente ma anche che non sarà paragonabile a quanto visto nella realtà”

Il suo libro lo vede più come film o come serie tv?

”Per ora mi accontento di vederlo stampato nero su bianco. Anzi, giallo su rosso”.