Home Musica ESCLUSIVA Veronica e la sua Acustico: “Nasce da un’esperienza personale”

ESCLUSIVA Veronica e la sua Acustico: “Nasce da un’esperienza personale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35

Veronica è una cantautrice campana di grande di talento. Ai nostri microfoni ha parlato del suo singolo ‘Acustico’. E non solo.

veronica acustico
Veronica (Fonte: Instagram)

Veronica Di Nocera, nota con il semplice nome di Veronica, è una cantautrice campana di grandissimo talento e che pian piano si sta mettendo in mostra con alcune sue canzoni che trattano tematiche davvero molto delicate e importanti. Il suo ultimo brano infatti, intitolato ‘Acustico‘, va a toccare l’argomento dell’autismo.

A raccontarcelo e a spiegarcelo è stata la stessa 25enne in una bellissima e interessante intervista concessa ai nostri microfoni, dove si è raccontata a cuore aperto tra presente, passato e futuro.

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ESCLUSIVA Veronica Acustico: “Ecco com’è nata la canzone”

Com’è nata l’idea di ‘Acustico’?

L’idea è nata da una vera e propria esperienza personale. Infatti la canzone parla di Desio, mio cugino, che è affetto da autismo. Il testo cerca di raccontare il suo mondo e il modo in cui lui lo percepisce. Non è un tentativo di spiegare l’autismo, come in molti hanno pensato e capito, ma soltanto una sorta di vera e propria esperienza sensoriale. Musica e parole sono state ovviamente scelte con grande attenzione“.

Già con un altro tuo singolo, ‘Wonder Woman’, avevi trattato una tematica così delicata, in quel caso la parità di genere. Cosa significa affrontare certi argomento con lo strumento della musica?

Sicuramente non è un qualcosa di semplice. Però la musica è uno strumento con cui mandare dei messaggi. Io ho scelto di affrontare temi ignorati. Molto nasce da alcune vicende personali. Infatti io sono stata vittima di bullismo. Per me è stato un periodo difficile, ma il mio amore e la mia passione per la musica mi ha aiutato e mi ha dato quella spinta in più per uscirne definitivamente“.

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Basandosi sulle tue parole si può dire che la musica è uno strumento di denuncia, come avveniva negli anni 70?

Assolutamente sì. Basta pensare, per esempio, al genere indie. Fino a qualche anno fa si pensava solo a creare una hit in grado di scalare le classifiche. Ora invece si è tornati a dare importanza alle tematiche affrontate e ai testi“.

Guardando al tuo passato, quanto sono state importanti le esperienze che hai fatto, come il Festival di Castrocaro?

Sicuramente io ho fatto tanta gavetta. Ho iniziato a cantare e a suonare a scuola con delle band. Sicuramente i concorsi e manifestazioni come il Festival di Castrocaro mi hanno formato, mi hanno aiutato a crescere e a migliorare. I social mezzo importante? Assolutamente sì. Sono un qualcosa che servono. E poi io amo ‘X-Factor’…“.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Causa pandemia, non ho potuto partecipare ad alcune finali di concorsi e manifestazioni che mi ero riuscita a guadagnare sul campo. Si tratta di premi molto importanti. Quindi diciamo che il mio futuro ruota attorno a questo”.

In un momento così difficile come quello che stiamo vivendo, ti senti di dire qualcosa su quanto possa essere importante l’arte?

“Io penso che non bisogna mai smettere di fare arte. Sicuramente i live e il contatto con il pubblico sono importanti, ma abbiamo tutti gli strumenti, tramite il web e i social, per non smettere di fare arte“.