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Ridere per non piangere, un vero e proprio dramma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:40
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Verrebbe da dire “ridere per non piangere”, ma quello che vedremo stasera è il racconto di un vero e proprio dramma. Sarà per questo che si sono scatenate molte polemiche.

In seconda serata su Italia 1, dalle 23.35, andrà in onda La famiglia del professore matto, secondo capitolo di una nota saga con Eddie Murphy protagonista. Il film del 2000 è diretto da Peter Segal ed è il sequel de Il Professore Matto. Prodotto da Brian Grazer vede nel cast al fianco di Murphy anche Janet Jackson, Larry Miller, John Ales, Richard Gant, Anna Maria Horsford, Melinda McGraw, Wanda Sykes, Jamal Mixon e Gabriel Williams tra gli altri. Andiamo a vedere cosa è accaduto all’uscita e perché sono state tantissime le polemiche in merito.

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Ridere per non piangere, è giusto?

È giusto ridere per non piangere e affrontare argomenti delicati con ironia? Molti pensano di no, ma film come La vita è bella ci fanno capire tutto il contrario. In tempi come questi si parla molto spesso di Body Shaming, ma a guardare meglio oggi un film di 21 anni fa ci fa capire che quella strada era presa per dare al pubblico un messaggio molto positivo e in grado di far capire delle cose. All’epoca non si colse il forte potere ironico del film, criticandolo per aver usato come pretesto per far ridere l’essere sovrappeso. La situazione viene analizzata con attenzione e ha ricevuto delle polemiche non di poco conto.

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Molto spesso però l’ironia è in grado di cogliere delle situazioni per capire come funzionano. Negli ultimi anni su Real Time spopola una trasmissione che invece fa un ragionamento totalmente diverso cioè quello di mostrare in maniera nuda e cruda la realtà. Si chiama Vite al limite e sta riscuotendo un grande successo, ma prende la strada diversa di far capire le conseguenze che l’obesità può avere sul nostro corpo con storie drammatiche che possono portare addirittura alla morte. Proprio per questo si deve fare molta attenzione nella gestione di queste situazioni cercando di far capire al pubblico anche i rischi di questa situazione.