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Boldi e De Sica su Marte: l’effetto placebo del cinepanettone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:37
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“In vacanza su Marte” è il film di Natale con Massimo Boldi e Christian De Sica. In tempi di pandemia, la rivoluzione (anche cinematografica) diventano le certezze. La loro comicità, dopo 26 film insieme, è una di queste.

Boldi e De Sica in streaming con "In vacanza su Marte" (Getty Images)
Boldi e De Sica in streaming con “In vacanza su Marte” (Getty Images)

Guardare una cartolina ingiallita e chiedersi come sia passato in fretta il tempo, fra rimpianti e goliardia. L’unica considerazione possibile da fare in merito all’ultima performance artistica di Massimo Boldi e Christian De Sica è questa, perché “In vacanza su Marte” forse è la nostra unica coperta di Linus in un periodo più grigio che a colori.

Mentre molti si interrogano sulla ripresa di un settore – come quello cinematografico – con più dubbi che certezze, Boldi e De Sica tornano (diretti da un Maestro dell’assurdo che diventa Commedia come Neri Parenti) a dimostrarci quanto non prendersi troppo sul serio sia davvero il sale della vita. Specialmente quando il destino e le coincidenze là fuori – dove c’è la vita vera, mica in streaming – giocano brutti scherzi.

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“In vacanza su Marte”, Boldi e De Sica tornano alle origini ma su un altro pianeta

Boldi e De Sica di nuovo insieme diretti da Neri Parenti (Getty Images)
Boldi e De Sica di nuovo insieme diretti da Neri Parenti (Getty Images)

Così Christian e Massimo tornano alla farsa, quella più becera e tagliente in grado di scaturire risate goderecce che – dopo 26 film insieme con la stessa tendenza – cedono il posto alla nostalgia e a un sorriso accennato. Lo stesso che chiede la platea in un momento come questo: “In vacanza su Marte” non è imperdibile, non è innovativo, ma è rassicurante.

Rappresenta la certezza, anche bistrattata e sottovalutata, in un momento così difficile. L’essenza di tutto l’ha mostrata De Sica in conferenza stampa: “Non ci ferma neanche il Covid”, ha detto. Lui che l’ha avuto e ha rivelato quanto possa essere difficile pensare al domani quando si ha a che fare con un’incognita medica, sociale e culturale.

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“In vacanza su Marte” non va giudicato, ma va preso essenzialmente come effetto placebo e come ‘carrozzone’ attorno a cui un Paese impegnato a raccogliere i cocci di una pandemia si aggrappa come ultimo baluardo di speranza: il mondo non è finito fin quando Boldi e De Sica avranno una ‘tastatio fallarum’ sul grande schermo e la risata di un adolescente – tanto quanto un maschio adulto – sarà strappata di nascosto.

Mentre gli altri – quelli che si credono migliori e super partes – rimarranno impegnati a guardare cosa non va. Di giudici ce ne sono già troppi, forse, è il momento dei giullari: Boldi e De Sica lo son sempre stati, senza avere la pretesa di dare lezioni. Facciamoglielo fare, perché magari è il miglior anestetico possibile quando le altre risorse sembrano venir meno.