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Alessandro Cecchi Paone in tribunale? Lo scontro in diretta con l’avvocato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39
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Alessandro Cecchi Paone finirà in tribunale dopo lo scontro con l’avvocato della famiglia di Maradona? Lite furibonda a Storie Italiane.

alessandro cecchi paone maradona

E’ uno scontro furibondo quello tra Alessandro Cecchi Paone e l’avvocato della famiglia di Diego Armando Maradona durante Storie Italiane di Eleonora Daniele su Rai Uno. Nel noto programma della mattina, infatti, i due hanno dato vita ad un acceso confronto.

Oggetto del contendere è stata la causa -o presunta tale- della morte del Pibe De Oro, con il medico che ora è indagato per omicidio colposo. In molti, infatti, senza comunque delle prove certe a riguardo, hanno definito l’argentino un “cocainomane” anche se l’avvocato sostiene a spada tratta che l’ex calciatore non facesse più uso di sostanze stupefacenti da molti anni.

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Alessandro Cecchi Paone contro l’avvocato della famiglia di Maradona

Alessandro Cecchi Paone
Alessandro Cecchi Paone

Ecco un passaggio della lunga lite furibonda tra Alessandro Cecchi Paone e l’avvocato della famiglia di Maradona, con quest’ultimo che ha avuto modo di difendere il Pibe De Oro dalle gravi accuse secondo le quali la causa della sua morte sarebbe da identificarsi nell’astinenza: duro scontro a Storie Italiane, Eleonora Daniele non sa che fare.

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“Chi parla di tossicodipendenza di Maradona ne risponderà in tribunale: non era cocainomane da 20 anni almeno e chi lo sostiene ancora lo fa solo per mettersi in mostra ma non conosce la realtà dei fatti. Attenzione ai messaggi che mandate, Maradona è uno strumento di Dio per dimostrare che dalle debolezze umane si può rinascere più forti e migliori. Escluso categoricamente che sia morto per una crisi d’astinenza, si continua a fare pubblicità sulla morte di Maradona, io l’ho vissuto per molti anni e vi assicuro che non è un tossicodipendente.”

Arriva subito, però, la risposta a tono di Alessandro Cecchi Paone che non le manda a dire:

“L’avvocato si definisce uno strumento di Dio, quindi come avvocato non vale un ciufolo, è meglio come profeta. Se vuole portarci in tribunale saremo circa 50mila tra commentatori, opinionisti e giornalisti.. avrà molto da fare. Faccia il profeta e non l’avvocato. Se vuole andare da uno psichiatra le do’ un po’ di nomi.”