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Sette anni in Tibet, la Cina prese di mira uno degli interpreti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:30
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Il celebre Sette anni in Tibet, che ha tra i protagonista Brad Pitt, ha avuto problemi con il governo cinese e questo ha quasi danneggiato l’immagine di uno degli attori.

Sette anni in Tibet
Sette anni in Tibet

I guai con il governo sembra che abbiano riguardato proprio Brad Pitt, che – essendo il protagonista – secondo la Cina il film promuoveva la figura del Dalai Lama a discapito della nazione, che si configurava in chiave negativa. A rimetterci fu dunque l’attore al quale fu impedito di varcare i confini dello stato e Brad poté tornare i successivi film sul territorio solo vent’anni dopo. Una punizione esemplare, considerando che non era il diretto responsabile del film.

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Sette anni in Tibet: trama e clip

Brad Pitt in Sette anni in Tibet
Brad Pitt in Sette anni in Tibet

Il giovane Heinrich Herrer (Brad Pitt), scalatore austriaco nazista nel 1939 si aggrega a una spedizione per scalare una montagna del Tibet, ma l’impresa non riesce e proprio al ritorno alla base Heinrich viene arrestato dagli inglesi, entrati in guerra contro la Germania. Evade con l’aiuto dell’amico Peter comincia a vagare per il Tibet. Gli anni passano e infine giungono nella città sacra dove vive il Dalai Lama bambino. I due vi accedono di nascosto perché l’accesso al territorio è ovviamente vietato agli stranieri. Alla fine tra l’ex nazista e il bambino si forma una tenera amicizia.

Nel Frattempo, in quegli anni, nel territorio succederà di tutto, a partire dall’invasione del Tibet da parte dei cinesi, che porterà tutti alla fuga, Dalai Lama compreso. Herrer tornerà quindi a casa e riprenderà la sua attività, dopo aver conosciuto il figlio mai visto prima. Il film è tratto da una storia vera e sappiamo per certo – anche dalle ultime immagini – che l’uomo è ancora amico del Dalai Lama, costretto all’eterno esilio.

Il film, come anticipato, è tratto da una storia vera e, in particolare, dal libro scritto dallo stesso Heinrich nel 1953. Al di là di alcune piccola differenze, il film riesce a mantenere vivo il cuore della vicenda, dell’amicizia nata tra l’uomo e il Dalai Lama e, proprio per questo, ha riscosso grande successo sia di critica, nonostante l’accento austriaco di Brad Pitt sia stato classificato tra i peggiori di sempre, e del pubblico.

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