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Noto regista arrestato e trascinato in tribunale: accesa polemica per un suo film

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:00
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Un amato regista del panorama italiano è stato costretto ad affrontare l’aula di un tribunale per la grave accusa di omicidio.

Tribunale (Paxabay)
(Fonte Paxabay)

Il cinema è imitazione della realtà e come tale cerca sempre di essere il più realistico possibile. Non sempre, però, gli effetti speciali all’avanguardia pagano; lo sa benissimo Lucio Fulci, che fu convocato in tribunale per maltrattamento di animali. In questo caso però l’accusa mossa ai danni del celebre regista horror Ruggero Deodato era più grave e arrivava fino all’omicidio. Un’accusa non da poco, anche se tutto poi si è risolto nel migliore dei modi.

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Come anticipato, il regista arrestato è stato proprio Ruggero Deodato a causa del suo celebre film Cannibal Holocaust. Nonostante nel film non sia stata risparmiata violenza sugli animali – che aveva creato problemi a Fulci – l’accusa era ben più grave, in quanto fu accusato di aver realmente ucciso gli attori che hanno partecipato al suo film. L’accusa formale era per il film in quanto offesa al buon costume e alla morale, ma – in soldoni – si accusava il regista di aver commesso atti di violenza.

La questione in realtà era molto più complicata di così. Per far accrescere la curiosità nei confronti della pellicola fu fatto firmare un contratto a tutti gli interpreti in cui si chiedeva sparire per un anno al fine di far credere che fossero realmente morti e alimentare il mistero intorno al film stesso. La stessa mossa che, diversi anni più tardi, fu fatta dal regista di The Blair Witch Project, un mockumentary su una delle più famose leggende metropolitane americane.

Complice, forse, ottimi effetti speciali e un po’ di ingenuità tipica per l’epoca – ricordiamoci che parliamo di quarant’anni fa e non tutti erano abituati a scene di tale violenza – Deodato fu costretto a giustificare l’accaduto davanti alla corte arrivando a portare il cast del film in tribunale per dimostrare che erano tutti vivi e vegeti. Tra loro anche un giovanissimo Luca Barbareschi. La vicenda si è infine risolta nel migliore dei modi e, ad oggi, resta solo un aneddoto divertente, ma l’accusa all’epoca fu pesantissima e alimentò la polemica sul film che, c’è da ammetterlo, è piuttosto violenta e non risparmia in alcun momento profondo disgusto per lo spettatore.

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