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Se Dio Vuole: la smart comedy con Alessandro Gassmann e Marco Giallini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:00
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Saper far ridere è un arte e Edoardo Falcone c’è riuscito e sfruttando due capisaldi del cinema contemporaneo.

Se Dio Vuole
Se Dio Vuole

La commedia, scritta e diretta da Falcone, uscì nelle sale nel 2015 e sbalordì così tanto il pubblico da meritarsi un David di Donatello e un nastro d’argento per il miglior regista esordiente e ottenne così largo consenso da essere premiato perfino al Tokyo International Film Festival. Un traguardo notevole per un’opera prima, nonostante il cast promettesse bene fin dall’inizio. Se non avete ancora avuto la possibilità di recuperarlo potere farlo questa sera alle ore 21.45 su Rai3.

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Se Dio Vuole, non solo una commedia

Se Dio Vuole
Se Dio Vuole

Dietro la leggerezza di Se Dio Vuole si cela la chiave del successo; il film infatti nasconde con una buona dose di comicità, per altro ben scritta e interpretata, argomenti piuttosto attuali.

Tommaso (Marco Giallini), un eminente dottore cardiochirurgo e Carla, una casalinga delusa e depressa che continua a riempire la propria vita adottando a distanza bambini, hanno due figli: Bianca, la cui vita si è assestata già da tempo, e Andrea, più giovane e iscritto alla facoltà di medicina.

Ed è proprio su Andrea che ruoterà l’intero film; vedendolo strano, come attanagliato da un segreto, il padre lo segue e – vedendolo con un uomo – immagina che Andrea sia gay. Ovviamente da uomo tollerante e acculturato fa sfoggio di tutta la sua comprensione andando dal figlio e dicendogli che qualunque segreto abbia può condividerlo con la famiglia.

Andre, rincuorato, prende coraggio e durante una riunione di famiglia confessa di voler diventare sacerdote. Sono tutti attoniti ma chi la prende peggio, da uomo di scienza, è proprio Tommaso, per altro ateo convinto. A quel punto finge di dare supporto totale al figlio, ma decide di far luce su questa improvvisa conversione e arriva così a Don Pietro (Alessandro Gassmann), sacerdote a cui Andrea sembra molto legato e che Tommaso è convinto gli abbia fatto il lavaggio del cervello.

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Tommaso, in segreto, proverà di tutto per dimostrare che il prete non sia animato seriamente da buone intenzioni, arrivando a fingersi povero, con una moglie violenta e un fratello con disturbi mentali per chiedere così aiuto a Don Pietro; tutto sembra andare per il meglio ma al suo ritorno a casa incontra proprio Andrea e il sacerdote a casa. Don Pietro non lo smaschera davanti il figlio, ma pretende una spiegazione e Tommaso inizia a parlare del futuro del figlio, della sua laurea e dell’assurdità di buttare tutto al vento per una figura in cui lui nemmeno crede.

Don Pietro, un po’ per far espiare il peccato, un po’ per goliardia, propone un accordo all’uomo; Tommaso deve accettare di aiutare per un mese il sacerdote nei suoi lavori di ristrutturazione di una chiesa. Come in ogni smart comedy che si rispetti, pian piano Tommaso abbandonerà ogni pregiudizio sul sacerdote, imparando ad apprezzarlo e diventando anche suo amico.