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Ubisoft, donne escluse dalla vendita dei videogame?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:53
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Il colosso Ubisoft che si occupa di sviluppare e ideare videogiochi pare sia nei guai per alcune dichiarazioni sessiste. Scopriamo insieme cosa è successo.

the last of us 2

Per l’azienda francese Ubisoft di videogiochi non è proprio un bel periodo e saltano fuori pesanti critiche venute a galla per alcune dichiarazioni ritenute troppo sessiste.

In realtà già nelle ultime settimane erano emersi altri problemi molto importanti, che avevano messo in cattiva luce proprio questa compagnia, per alcune storie molto brutte legate a vicende di abusi e di bullismo.

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Pare infatti che alcuni dirigenti di questo storico brand siano stati pesantemente accusati e poi licenziati per aver commesso i fatti prima citati.

Per queste terribili vicende erano già state rese note le scuse pubbliche del CEO Yves Guillemot, che aveva dovuto rimediare e cercare di risanare l’immagine fortemente compromessa dell’azienda.

Ubisoft, una filosofia errata

PlayStation
(Pixabay)

Il colosso Ubisoft torna nuovamente sulle scene mediatiche per un ennesimo scivolone fortemente negativo.

L’azienda infatti pare abbia bocciato molte idee che volevano l’introduzione all’interno dei videogiochi di personaggi protagonisti di sesso femminile, poiché si era dell’idea che le donne vendono molto di meno.

In particolare sarebbe stato proprio il capo creativo Serge Hascoet a portare avanti questa filosofia indubbiamente sessista, che oltretutto non ha nemmeno fondamento in termini reali.

Pare infatti che non sono pochi i videogiochi in cui ci sono come protagoniste delle donne e che hanno ottenuto negli ultimi anni grandissimi numeri e favore da parte del pubblico.

Tra i nomi più importanti ad esempio ci sono The Last of Us 2, che ha avuto l’opportunità di vendere più di 4 milioni di copie in soli tre giorni.

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Sempre per citare altri videogiochi noti, ci sono ad esempio la nuova trilogia di Tomb Raider, oppure Resident Evil 3 o ancora Assassin’s Creed Odyssey.

Si tratta soltanto di pochi tra i tanti esempi che si potrebbero fare e che andrebbero a contraddire in maniera dura il pensiero della classe dirigente della compagnia Ubisoft, che dovrebbe solo rivedere seriamente le proprie dichiarazioni.