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Georgia Luzi, denuncia un collega: perché tutti pensano a Pierluigi Diaco?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:54
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Georgia Luzi ha deciso di fare pubblica denuncia di un comportamento aggressivo e maleducato di un suo collega. 

Georgia Luzi, denuncia un collega

Un lungo sfogo è apparso sul profilo Instagram di Giorgia Luzi, la conduttrice ha raccontato uno spiacevole episodio di lavoro vissuto qualche anno fa.

Non ci sono date, nomi o riferimenti specifici a un preciso programma, tuttavia il mondo del web è convinto che l’autore di questo atto è stato Pierluigi Diaco. Ma per quale motivo?

Giorgia Luzi denuncia un collega, lo sfogo

Georgia Luzi, denuncia un collega

Una foto nera sulla quale capeggia la scritta “Quando ce vo, ce vo”, un’immagine che risalta subito all’occhio e che invoglia a leggere il lungo sfogo di Giorgia Luzi nel quale, senza troppo giri di parole denuncia un suo collega di lavoro.

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“Nel corso della mia vita lavorativa ci sono stati periodi in cui ho accettato e subito parole (e non solo) che forse avrei dovuto combattere” afferma Georgia, ammettendo che, nel momento in cui si è trovata ad affrontare tali comportamenti ha deciso di non denunciare pubblicamente.

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“Sapevo a cosa sarei andata in contro e ho avuto pauraha continuato poi la talentuosa conduttrice, aggiungendo poi: “Paura di perdere il lavoro, di non essere creduta, di essere donna in un mondo di uomini.” Molti hanno letto nelle sue parole successive uno specifico riferimento a Pierluigi Diaco.

Perché tutti pensano a Pierluigi Diaco?

“Perché alle donne che scelgono di dire di “no” vengono fatte le pulci, ne vengono contestati i tempi e i modi” parole che ricordano una recente puntata di Io e te, dove si è affrontato il tema del movimento #MeToo scatendando una grande polemica.

“Queste persone sono le stesse che giustificano la propria condotta (meschina) con il “troppo amore” che mettono nelle cose che fanno” ha poi continuato la conduttrice, in un chiaro riferimento alle recenti dichiarazioni di Diaco.

Georgia Luzi ricorda poi uno spiacevole episodio nel corso del quale un suo collega le tirò a dosso una sedia per aver espresso il suo parere: “Fortunatamente aveva un ego smisurato ma una mira scarsissima.”

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C’è chi sceglie il silenzio. E chi decide di esporsi. E ad entrambi va il mio rispetto. Nella mia vita lavorativa ci sono stati periodi in cui ho accettato e subìto parole (e non solo) che forse avrei dovuto combattere ancor più energicamente di quanto abbia fatto. Anche se 1 metro e 60 di “bionditudine” non avrebbe spaventato nessuno. In quel momento…ho scelto di non “denunciare” almeno pubblicamente (ho continuato a lottare ogni giorno in silenzio, la testa non l’ho mai piegata). Sapevo a cosa sarei andata incontro e ho avuta paura. Paura di perdere il lavoro,di non essere creduta, di essere donna in un mondo di uomini. Perchè alle donne che scelgono di dire di “no” vengono fatte le pulci, ne vengono contestati i tempi e i modi (“come mai hai scelto di parlarne adesso e non prima?” “Ma non lo sai che i panni sporchi si lavano in casa???”) e così da vittime passiamo a carnefici. Queste persone sono le stesse che giustificano la propria condotta (meschina) con il “troppo amore” che mettono nelle cose che fanno. Il troppo amore…(un po’ come quelli che ti picchiano perché ti amano troppo). Quindi, quelli educati e perbene per far capire quanto ci tengono al proprio lavoro, devono insultare qualcuno. Quindi, vale tutto?! Eh no. Minacce, urla, parolacce non valgono. Arroganza, presunzione, violenza verbale,non valgono. E allora mi viene in mente quando un “collega” mi lanciò una sedia. E solo per aver espresso il mio parere. Fortunatamente il "caro collega" aveva sì un ego spropositato, ma anche una mira scarsissima. Mi ribellai… e nel tempo ho pagato le conseguenze anche di quello. Ancora oggi dà fastidio e fa paura che una donna abbia una testa pensante, abbia un’opinione e le sia data anche la libertà di poterla esprimere. Non permettete a nessuno di dirvi cosa potete o non potete dire, abbiate coraggio e siate gentili. Il loro “potere” è nulla di fronte alla vostra fierezza. E invece delle lacrime di coccodrillo, basterebbe portare rispetto. Perché siamo tutti UGUALI. P.s. ora direte che sto a rosicà in quanto attualmente non sto lavorando ad un programma; lo aggiungerò alla lista dei motivi per cui rimanere in silenzio.

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In molti hanno pensato che il collega fosse proprio Pierluigi Diaco, con il quale nel 2010 condusse UnoMattina Estate. Da parte di Georgia non sono arrivati chiarimenti in merito all’identità dell’uomo in questione.